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TENSIONI 13 Ottobre Ott 2014 1225 13 ottobre 2014

Palestina, Ban Ki moon condanna la «colonizzazione israeliana»

Il segretario delle Nazioni Unite: «Status quo non più sostenibile. E basta provocazioni a Gerusalemme».

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Il segretario dell'Onu Ban Ki moon con il premier palestinese Rami Hamdallah.

Questa volta l'allarme sullo scontro Israele-Palestina è arrivato da Ban Ki moon.
In conferenza stampa a Ramallah, il segretario generale dell'Onu s'è detto «molto preoccupato per le provocazioni che si ripetono nei luoghi santi di Gerusalemme» e ha lanciato un appello: «Devono cessare». Inoltre, Ban, apparso al fianco del premier palestinese Rami Hamdallah, ha aggiunto di «condannare fermamente la colonizzazione israeliana».
STOP ALLO STATUS QUO. Secondo il numero uno delle Nazioni unite - atteso in giornata in Israele e martedì 14 ottobre a Gaza - «il governo di unità palestinese rafforzerà i rapporti tra gli abitanti di Gaza e della Cisgiordania» e per questo è necessario «agire subito per cambiare uno status quo che non è più sostenibile».
«È necessario», ha aggiunto Ban, «fermare questa sofferenza senza senso e risolvere la radice del problema attraverso il dialogo tra israeliani e palestinesi».
BAN: «AGIRE SUBITO». Il segretario dell'Onu ha precisato di sapere che «i palestinesi sono frustrati da un processo di pace che dura da 20 anni», ma ha chiesto di «continuare a sperare per una soluzione pacifica».
«Il governo di unità palestinese», ha detto ancora Ban, «rafforzerà i rapporti tra gli abitanti di Gaza e della Cisgiordania. Dobbiamo agire subito per cambiare uno status quo che non è più sostenibile».
SCONTRO AL CONSIGLIO ONU. Intanto l'Autorità nazionale palestinese (Anp) ha detto di essersi assicurata sette voti del Consiglio di sicurezza dell'Onu a favore della Risoluzione che intende presentare per il riconoscimento della Palestina come stato e per la fine dell'occupazione israeliana. Lo ha spiegato uno dei leader di Fatah Nabil Shaat citato dall'agenzia Maan.
Shaat ha aggiunto che l'Anp sta operando ancora per assicurarsi nove o più voti e che non prende in considerazione alcuno slittamento nella presentazione della Risoluzione, osteggiata dagli Usa.
CREARE STATO PALESTINESE. In Gran Bretagna, invece, oltre 300 israeliani hanno sottoscritto una lettera inviata ai deputati britannici nella quale si chiede loro di votare a favore del riconoscimento della Palestina come Stato nel dibattito previsto in parlamento.
«'Noi sottoscritti israeliani, che hanno a cuore il benessere di Israele, crediamo», è scritto nella missiva, «che l'esistenza e la sicurezza di Israele dipenda dall'esistenza e dalla sicurezza di uno Stato palestinese».
Tra gli oltre 300 ci sono uomini politici, rappresentanti della società civile, attivisti, scienziati e artisti di centro sinistra.

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