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ESTERI 14 Ottobre Ott 2014 0656 14 ottobre 2014

Bosnia, alle elezioni dominano i nazionalisti

Alla settima consultazione dopo la guerra vince il Partito di azione democratica.

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Zeljka Cvijanovic.

La Bosnia Erzegovina in mano ai nazionalisti. Secondo i risultati non ancora definitivi del voto generale, il Partito d'azione democratica (Sda, musulmano) ha ottenuto il maggior numero di voti sia per i deputati al parlamento centrale che vengono eletti nella Federazione Bh (a maggioranza croato musulmana) sia per il parlamento dell'entità.
La Lega dei socialdemocratici indipendenti (Snsd) di Milorad Dodik, presidente uscente e rieletto della Republika Srpska (Rs, entità a maggioranza serba), avrà il maggior numero di deputati nel parlamento centrale che vengono eletti nella Rs, così come nel parlamento dell'entità, ma la vittoria di stretta misura intaccherà comunque il potere di Dodik.
SDP IN CALO. Questo, assieme all'importante calo di consensi del Partito socialdemocratico (Sdp) di Zlatko Lagumdzija, vincitore delle scorse elezioni, significa, secondo l'analista Ibrahim Prohic, che l'elettorato ha punito i due «falsi socialdemocratici» che non hanno fatto abbastanza per far uscire il Paese dalla grave crisi economica.
Inoltre, l'attuale premier della Rs, Zeljka Cvijanovic, candidato dell'Snsd a membro serbo della presidenza bosniaca, è stata sconfitta da Mladen Ivanic, il candidato dell'opposizione, ex ministro degli esteri bosniaco ed ex premier della Rs, considerato un politico aperto alla collaborazione e che, secondo Dodik, ha il «grave difetto» di godere del sostegno dei musulmani e della comunità internazionale.
NAZIONALISTA IL LEADER CROATO. Per ciò che concerne la presidenza tripartita, di essa, assieme al serbo Ivanic, faranno parte l'attuale membro musulmano Bakir Izetbegovic, dell'Sda, il maggior partito musulmano, che si è assicurato il secondo mandato nonostante, come altri politici, fosse stato oggetto di accuse di corruzione.
Il membro croato sarà Dragan Covic, leader dell'Hdz (nazionalista), che ha avuto la meglio su Martin Raguz, dell'Hdz 1990, che si presenta molto più aperto al dialogo e fautore di una Bosnia unita. Covic, che vorrebbe la creazione in Bosnia di una terza entità, croata, aveva già fatto parte della presidenza collegiale, dal 2002 al 2005, quando fu destituito dall'Alto rappresentante della comunità internazionale perché accusato di corruzione.
NUOVO MANDATO PER DODIK. Il serbo-bosniaco Dodik, che si è assicurato un secondo mandato come presidente della Rs, nel corso degli anni da beniamino della comunità internazionale e oppositore di Radovan Karadzic, ex leader dei serbi di Bosnia oggi sotto processo all'Aja per genocidio e crimini di guerra, è diventato ultranazionalista, sostenitore di Karadzic e fautore della secessione della Rs da Sarajevo; si confronta spesso con la comunità internazionale cercando il sostegno di Mosca. Unica vera novità sulla scena politica bosniaca è il Fronte democratico (Fd, multietnico), terzo partito per numero di consensi nella Federazione Bh, fondato l'anno scorso dal membro croato uscente della presidenza, Zeljko Komsic, dopo aver lasciato le file dell'Sdp.

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