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MAMBO 15 Ottobre Ott 2014 1251 15 ottobre 2014

Alluvione Genova, va in scena la grande bruttezza

I giovani spalano il fango. Nonostante le offese di Giordano, Grillo e di un poliziotto.

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Genova: angeli del fango ripuliscono una strada dopo l'alluvione (12 ottobre 2014).

La Grande bruttezza - scusaci Sorrentino per aver modificato parafrasandolo il titolo del tuo film - sta andando in onda sui Tg e sui giornali di carta.
È una storia molto italiana, molto dell'Italia incattivita di oggi.
Parla di un gruppo di ragazzi di Genova che, dopo il prevedibile disastro che tuttavia le autorità non avevano previsto, si sono messi a spalare il fango. I primi retori venuti sul campo per scrivere articolesse di colore o pezzi tivù strappalacrime li hanno battezzati, senza grande fantasia, «angeli del fango».
GLI INSULTI DI GIORDANO. Sta bene così. Anche perché, mentre loro lavoravano, altri parlavano, si lanciavano accuse. Insomma, il solito circo Barnum. Poi, nella stessa giornata o quasi, sono accadute cose incredibili.
Un giornalista titolato, (è di destra ma questo non conta) Mario Giordano, ex direttore del Giornale, scrive un pezzo infastidito su questi giovani salvatori della città.
Poche ore dopo, a una battuta scherzosa di uno di loro («perché non vieni anche tu a sporcarti la divisa?»), un altrettanto giovane, suppongo coetaneo, poliziotto minaccia l'arresto, chiede i documenti, si gonfia come se avesse di fronte un esponente del partito armato.
LE CONTESTAZIONI A GRILLO. Poi arriva Grillo. Genova è la sua città ma lui non se ne è potuto occupare nelle ore del fango perché era a Roma per il comizio generale, dal quale ha chiesto all'esercito di cacciare il primo ministro (l'incitamento al colpo di Stato è un reato, lo chiedesse a Travaglio), poi finalmente si decide a salire in Liguria per dir mal di Renzi e vi arriva con alcuni bodyguard, di cui i social dicono cose terribili.
Ma il leader M5s se ne infischia e, protetto dalle sue guardie del corpo, cerca di arringare i ragazzi sporchi di fango che lo riempiono di insulti, dicono le cronache.
Il tema che propongo è semplice: che cosa pensare dell'anima di un Paese che invece di avere gratitudine e solidarietà per ragazzi che puliscono gratis una città priva di governo e accetta, invece, che nell'arco di poche ore un giornalista, un poliziotto sull'orlo della crisi di nervi e un demagogo che non vuole sporcarsi il maglioncino offendano senza pagare dazio?
SERVIREBBE CHIEDERE SCUSA. Fossi il capo della polizia chiamerei il ragazzo e gli direi di chiedere scusa al coetaneo che spalava il fango.
A Genova un agente deve far così. A Genova, capito?
A Mario Giordano, fustigatore della Casta, chiederei di tornare alla Casta, anche a quella della sua parte politica.
A Grillo non direi nulla. È tutto chiacchiere e distintivo, dicono a Napoli.
Pur se prenderà ancora voti, è già parte del nostro passato.
Anche lui nella Grande Bruttezza.

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