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ACQUE AGITATE 16 Ottobre Ott 2014 2101 16 ottobre 2014

M5s nel caos, in Sicilia Grillo lancia lo Sfiducia day

Malumori pentastellati: espulso il sindaco di Comacchio, risse in assemblea a Roma.

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Il leader del M5s, Beppe Grillo.

Cacciate improvvise, violenti scontri tra deputati e senatori in assemblea, il fango di Genova e sullo sfondo una spy-story sul presunto hackeraggio delle mail dei parlamentari.
Il Circo Massimo avrebbe dovuto ricompattare il Movimeto 5 stelle, ma, a quattro giorni dalla festa pentastellata, le divisioni interne sembrano essersi ancor più acuite. E non aiutano le notizie provenienti da Bruxelles, dove l'eurogruppo costituito con l'Ukip di Nigel Farage si è sciolto a causa dell'uscita di una deputata lettone.
LA SICILIA PER RICOMPATTARSI. Beppe Grillo si affida così alla Sicilia, uno dei feudi a cinque stelle, per rilanciare il movimento e unire tutte le anime del partito in una battaglia comune. L'obiettivo è la destituzione del governatore Rosario Crocetta. L'ex comico ha lanciato dal blog un appello a partecipare a una grande manifestazione il 26 ottobre a Palermo. Quasi certa la sua presenza. «Scenderemo in piazza per lo Sfiducia day», ha affermato il deputato regionale Giancarlo Cancelleri. «Invaderemo pacificamente tutte le città della Sicilia per raccogliere le firme per la prima mozione di sfiducia popolare della storia della Regione».
ESPULSO IL SINDACO DI COMACCHIO. Chissà se questa manifestazione basterà a mettere da parte le polemiche di questi giorni, rinfocolate da un'altra espulsione in terra emiliano-romagnola: il sindaco di Comacchio Marco Fabbri è fuori per aver disatteso il regolamento, candidandosi alle provinciali in un listone con altri partiti. Intanto, il sito di Grillo ha pubblicato per il secondo giorno consecutivo un video del 14 ottobre che ritrae lo stesso artista genovese e una pattuglia di parlamentari cinque stelle che partecipano a Genova alle operazioni di pulizia dai detriti dell'alluvione.
TENSIONI A ROMA. A Roma, intanto, si pensa ad altro. La tensione è sfociata in un litigio tra il senatore Alberto Airola e la deputata Eleonora Bechis divenuto quasi una rissa alla quale hanno preso parte anche i deputati Walter Rizzetto, Tommaso Currò e Tancredi Turco. L'episodio si è verificato la sera del 15 ottobre: solo l'intervento dei commessi ha evitato che degenerasse. Tutto sarebbe nato perché Airola avrebbe chiesto alla collega di ritirare una querela nei confronti di un consigliere di circoscrizione di Torino. Al diniego della Bechis si sarebbe sfiorata la rissa. Le ricostruzioni dei diretti interessati divergono. Per Airola si sarebbe trattato di «un tentativo di mediazione« interrotto da «questi quattro...»; Bechis dice che «la conversazione non è stata affatto calma» e che «Airola non si è tenuto neanche stavolta...».
PRESUNTO HACKERAGGIO. Intanto, proseguono le indagini sul presunto caso di hackeraggio dei server dei deputati. Il blog in un criptico post ha assicurato che «ogni misura di protezione sarà ulteriormente implementata» e minacciato di «segnalare all'autorità gli autori eventuali di ingressi abusivi nei sistemi informatici» e «acquisizioni fraudolente di dati».

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