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APPELLO 18 Ottobre Ott 2014 2340 18 ottobre 2014

Libia, Usa e Paesi europei: «Stop alle violenze o pronti alle sanzioni»

Comunicato congiunto dei governi di Francia, Italia, Germania, Uk e Stati Uniti.

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La città di Bengasi, Libia. In lontananza, il fumo causato dai bombardamenti.

In un comunicato congiunto, arrivato alla Farnesina, i governi di Francia, Italia, Germania, Regno Unito e degli Stati Uniti d'America condannano con forza le violenze che si stanno commettendo in Libia e chiedono un'immediata cessazione delle ostilità.
I firmatari del comunicato condannano «i crimini commessi dai gruppi Ansar al-Sharia e le violenze che si stanno consumando sul territorio libico, inclusa Tripoli e i suoi dintorni. La libertà della Libia, per la quale si è combattuto duramente, è a rischio se i Libici e i gruppi terroristici internazionali sono autorizzati ad utilizzare la Libia come una zona franca».
Nel documento si esprime preoccupazione per «gli attacchi di Khalifa Hifter a Bengasi». «Riteniamo che le sfide relative alla sicurezza della Libia e la lotta contro le organizzazioni terroristiche possano essere affrontate in modo sostenibile solamente da forze armate regolari sotto il controllo di un'autorità centrale, responsabile dinanzi ad un parlamento democratico ed inclusivo», prosegue il testo.
«COLLABORARE CON INVIATO DELLE NAZIONI UNITE». I Paesi firmatati sostengono «gli sforzi dell'inviato speciale per la Libia del segretario generale delle Nazioni Unite, Bernardino Leon, e incoraggiamo tutte le parti a collaborare con lui». «Dopo gli incontri di Gadames e Tripoli, i negoziati devono essere condotti in buona fede e adottando politiche inclusive, con l'obiettivo di trovare un accordo circa il luogo in cui stabilire la sede della Camera dei Rappresentanti, eletta lo scorso 25 giugno, e su come porre le basi di un Governo di Unità Nazionale», recita il comunicato.
«SANZIONI A CHI MINACCIA LA PACE». «Siamo pronti ad adottare, secondo quanto previsto dalla Risoluzione 2174 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sanzioni individuali contro coloro che minacciano la pace, la stabilità e la sicurezza della Libia o contro coloro che si oppongono o tentino di sabotare il processo politico», è quanto ancora indicato nell'appello. Usa, Italia, Francia, Germania e Regno Unito concordano «sul fatto che non possa esistere una soluzione militare alla crisi libica e siamo particolarmente preoccupati dal fatto che, dopo gli incontri di Gadames e Tripoli, le parti non abbiano ascoltato gli appelli per un cessate-il-fuoco».
«Sottolineiamo l'importanza che la Comunità internazionale agisca in modo unito rispetto alla Libia, sulla base dei principi e delle intese raggiunte nei recenti incontri a New York e Madrid. Incoraggiamo con forza le parti ad astenersi dall'intraprendere azioni che potrebbero inasprire le divisioni esistenti, in modo tale da permettere ai Libici di far fronte a questa crisi nel quadro dei colloqui agevolati dalle Nazioni Unite», conclude il documento.

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