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MAMBO 18 Ottobre Ott 2014 2122 18 ottobre 2014

Renzi, finalmente un premier che affronta i veri Mali italiani

Renzi ha preso il toro per le corna. Come nessuno aveva fatto prima.

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Il premier Matteo Renzi.

Il dibattito pubblico, in un Paese serio, dovrebbe girare attorno a due dati: il crollo della produzione industriale al livello dell'86 e il crollo degli occupati under 35 con i 2 milioni di posti di lavoro persi solo nel 2008 e non oso pensare a che punto siamo oggi. Il resto è un dibattito lussuoso di un Paese che gira attorno ai problemi, che vive di totem e di tabù, ce ne occupammo già alla fine degli Anni 60, che vede una classe dirigente, politica, economica, giornalistica avvinta nei vecchi pensieri e soprattutto nell'autoreferenzialità (è di qualche interesse nazionale la lite fra Travaglio e Santoro?).
Farò irritare gli anti-renziani d'impeto, che sono tanti, ma ritengo che la stagione inaugurata dall'ex sindaco di Firenze stia aiutando a mettere in luce i veri Mali italiani. Operazione che la sinistra tradizionale, quella mia, ha occultato e che il berlusconismo ha leggiadramente sorvolato occupandosi di frivolezze e di spettacolo (spettacolo politico intendo: cos'altro hanno fatto Tremonti e Brunetta?).
NESSUN GOVERNO S'ERA OCCUPATO DEI VERI PROBLEMI. Torniamo a Renzi e insisto su alcuni punti. Da anni avevamo in agenda queste questioni: bicameralismo perfetto, legge elettorale, costo della politica, tassazione del lavoro e rimozione di rigidità (molti sobbalzano ma il vecchio articolo 18 era questo), aiuto alle famiglie, costi degli enti intermedi, rigidismo sindacale, dominio di una vecchia Casta, eccetera. Queste questioni sono state enunciate da tutti, dico tutti, i governi e leader di destra e di sinistra. Nessuno se ne è occupato.
RENZI HA PRESO IL TORO PER LE CORNA. Renzi, umanamente aggressivo e non simpatico, ha preso tutti i tori per le corna ovvero ha preso tutte le corna che ha trovato. Non so, non lo sa neppure lui, se le sue ricette sono efficaci. So che non ha avuto soggezione verso alcuno e verso alcun problema. Il caso dello scontro con le Regioni è esemplare. Lì c'è il suo mondo, forse persino il suo presidente della Repubblica (Chiamparino) ma Renzi ha detto quello che tutti sappiamo da tempo: la riforma regionale è fallita per colpa delle Regioni. Sono troppe, che ci fanno il Molise e la Basilicata? Costano troppo, hanno bilanci che non sono sindacabili, non rispondono ai cittadini, hanno avuto una classe dirigente che fa vergognare.
IL PREMIER HA SQUADERNATO I VIZI ITALIANI. I tagli alle Regioni portano ai tagli alla Sanità pubblica? Non scherziamo. Vogliamo fare l'elenco degli scandali sanitari in tutte le Regioni? Insomma questo Renzi non dobbiamo farcelo piacere. Ognuno andrà dove lo porta il cuore. Tuttavia ha squadernato i vizi italiani. Il suo modo di fare, i suoi progetti possono essere respinti ma vivaddio che ci sia qualcuno che dice che due Camere sono troppe, che il voto di preferenza non è salva-mafia, che l'articolo 18 va ristretto, che le Regioni devono rispondere di ciò che spendono, che i magistrati devono fare le stesse ferie degli italiani, che gli avvisi di garanzia non sono condanne, eccetera. Non è prendere o lasciare. Si può stare anche alla finestra in attesa che arrivi il Messia della sinistra, senza la madonnina Barbara Spinelli per favore, ma nel frattempo affrontiamo i problemi che ci sono.

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