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LIRICA 19 Ottobre Ott 2014 1353 19 ottobre 2014

Opera Roma, Bartoli: «Serve una soluzione»

La cantante sui licenziamenti: «Non si mandi a casa nessuno». Muti? «Era la chance».

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Un momento del sit-in di protesta contro i licenziamenti, dei lavoratori del Teatro dell'Opera, Roma

Dopo il licenziamento collettivo degli orchestrali e i coristi del teatro dell’Opera di Roma approvato il 2 ottobre dal Cda della Fondazione, la mezzosoprano Cecilia Bartoli ha dichiarato in un'intervista all'Ansa che «non si deve mandare a casa nessuno», ma «ripartire con gente in gamba, e non con politici alla direzione artistica come avvenuto per anni in passato. Se hanno trovato una soluzione per la Scala la devono trovare anche per Roma».
Per l'Opera di Roma «bisogna trovare una soluzione, ma scherziamo!» E «la soluzione non è mandare a casa coro e orchestra e tenere l'amministrazione. Per fare cosa se non c'é più nessuno da amministrare?», ha dichiarato Bartoli all'Ansa durante una tournée a Berlino.
«MUTI ERA LA CHANCE DELL'ORCHESTRA». Piena comprensione della cantante romana anche per le dimissioni di Riccardo Muti dall'Opera di Roma: «Lo capisco benissimo», ha dichiarato la mezzosoprano, che in passato ha lavorato con il maestro in diverse occasioni. «Non si può far partire un maestro come Muti, è gravissimo, dovevano fare di tutto per tenerlo», ha proestato il mezzosoprano. Era «la grande chance che aveva l'orchestra, il teatro, avere un maestro come Muti, che personalmente adoro all'infinito. Devono fare di tutto per farlo tornare, devono trovare una soluzione», ha detto Bartoli.
«GRANDE SOSTEGNO IN UN MOMENTO DRAMMATICO». Intanto il 19 ottobre è stato diffuso un comunicato firmato dai professori d'orchestra e gli artisti del coro del Teatro dell'Opera dove si legge: «L'orchestra e il coro del Teatro dell'Opera di Roma Capitale desiderano esprimere pubblicamente il più sentito ringraziamento ai colleghi di tutte le Fondazioni lirico sinfoniche, ai Conservatori e alle istituzioni musicali italiane, ai numerosi fra i più importanti teatri esteri, agli esimi esponenti del mondo musicale, artistico, culturale e politico che ci hanno espressamente dimostrato sensibile vicinanza e sostegno in questo drammatico momento che stiamo vivendo insieme alle nostre famiglie».
I 182 elementi licenziati in blocco dal Cda della Fondazione il 2 ottobre hanno poi reso nota la loro riconoscenza per la reazione dell'opinione pubblica: «Apprezziamo fortemente quanto la volontà del nostro licenziamento, oltre che mortificare le nostre professionalità, abbia determinato tanta sentita reazione e collettivo sgomento per la profonda ferita all'immagine della cultura musicale italiana».

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