Cameron 140904195714
POLEMICA 20 Ottobre Ott 2014 1336 20 ottobre 2014

Barroso contro Cameron: «Londra fuori dall'Ue? Errore storico»

Downing Street medita di porre un limite al numero di immigrati in arrivo in Gb.

  • ...

da Londra

Il premier britannico David Cameron.

La linea difensiva del primo ministro britannico David Cameron nei confronti dell’Unione europea rischia di diventare un grave «errore storico»: sono le dure parole che il presidente uscente della Commissione, José Manuel Barroso, ha indirizzato al governo conservatore d'Oltremanica.
Prima sulla Bbc, e poi in un discorso atteso alla Chatham House lunedì 20 ottobre, l’attacco di Barroso è forse il più forte che Bruxelles abbia scagliato finora contro Cameron e i suoi, ed è arrivato dopo che il Sunday Times ha fatto trapelare la proposta del governo britannico di porre un limite al numero di immigrati in arrivo nel Regno Unito, in particolare quelli con low-skills (la manodopera) e quelli in arrivo dall’Est Europa.
«BISOGNA SPIEGARE I VANTAGGI DI STARE NELL'UE». «Si tratterebbe di un limite arbitrario, contrario alla legge dell’Unione europea», ha detto Barroso. «Non farebbe altro che alienare l’Inghilterra dai suoi alleati naturali».
«L’esperienza mi ha insegnato che non si può vincere un dibattito dalla linea difensiva», ha continuato. «L’abbiamo visto col referendum per l’Indipendenza della Scozia: il governo inglese è riuscito a farne un caso vincente. Così dovrebbe fare anche con l’Unione europea: spiegare agli inglesi perché esiste e perché è nel loro interesse farvi parte. Solo così i cittadini capiranno perché è importante restare nell’Ue».
THERESA MAY E LA LOTTA AL BENEFIT TOURISM. Cameron e i suoi invece sono ormai specializzati nell’attacco all’Europa, e da mesi, se non anni, cercano modi di modificare le leggi internazionali a favore del Regno Unito.
Notorie sono le campagne per la chiusura dei confini combattute dal ministro dell’Interno Theresa May: da ultima la proposta di ridurre la possibilità di far parte del sistema sanitario nazionale (Nhs) per gli immigrati europei con low-skills, con lo scopo di dare il colpo di grazia al benefit turism, il così detto turismo di cittadini europei in difficoltà economiche che arrivano in Gran Bretagna attratti da quello che fino a poco tempo fa era un generoso sistema di sussidi nazionali.

L'uscita dall'Unione europea? Una promessa che catalizza voti

Il presidente uscente della Commissione Europea Manuel Barroso.

La proposta trova posto nel contesto del referendum per l’uscita dall’Unione europea: il tema è in grado di scaldare gli animi dei britannici tanto quanto quello dell’eterna lotta con gli scozzesi, ed è stato utilizzato da più di un partito come metodo per fare incetta di voti.
Da ultimo l’Ukip, gli indipendentisti antieuropei guidati da Nigel Farage, che tanto fanno paura in casa e che forse sono la causa dell’ulteriore inasprimento dei conservatori in tema di Ue. Ora, nonostante l’Ukip abbia appena perso il numero minimo per fare gruppo nella Commissione, Cameron si trova invischiato in una battaglia contro l’Europa osteggiata da tutti gli altri Paesi dell’Unione.
L'ASCESA DELL'UKIP E LA VIRATA DI CAMERON. La linea dura contro l’Ue non fa parte infatti delle idee naturali della politica di Cameron, inizialmente avverso all’uscita del Regno Unito. Dal 2012 però, con la crescita dell’Ukip e i numerosi sondaggi che hanno rivelato il tema come popolare tra gli elettori inglesi, il primo ministro ha fatto sua la promessa di un referendum (nel 2017) in caso di rielezione alle politiche 2015.
Gli inglesi dopotutto non si considerano né si sono mai considerati come “europei”, e il principio di distinzione dal continente è parte stessa dell’identità nazionale d’Oltremanica: è un principio che si rispecchia nel parlato quotidiano, che ben distingue «l’Europa» dal «Regno Unito».
«LA LIBERTÀ DI MOVIMENTO È ESSENZIALE». Queste frecciatine hanno però stancato Barroso, il quale ha tenuto a precisare che Londra perderebbe tutta la propria influenza internazionale in caso di uscita dall’Ue, e non avrebbe lo stesso peso di oggi nelle negoziazioni con Cina e Stati Uniti.
«La libertà di movimento tra gli Stati europei è essenziale e coinvolge anche gli inglesi: cosa ne sarebbe dei 700 mila britannici che vivono in Spagna?», ha commentato. «Forse sarà una sorpresa per alcuni, ma la maggioranza delle persone che vive in Europa è altrettanto legata alla propria identità nazionale» di quanto lo siano nel Regno Unito.

Correlati

Potresti esserti perso