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SCENARIO 20 Ottobre Ott 2014 2000 20 ottobre 2014

Italicum, Renzi per il premio alla lista

Il premier lavora a un Partito nazione. Chiede modifiche al testo di legge elettorale. E apre ai fuoriusciti di Sel e Sc. Angelino con lui. B pronto a cedere.

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Matteo Renzi alla Direzione Pd.

Durante la direzione nazionale del Pd, il 20 ottobre, Matteo Renzi è tornato a ribadire la necessità di «avere una legge elettorale che consegni un vincitore» ai cittadini, cosa che è possibile «solo con il ballottaggio».
L'Italicum, insomma, resta la via maestra. E la sua approvazione «un passaggio chiave per l'Italia», ha sottolineato il presidente del Consiglio, «perché non c'è mai stata una legge elettorale che rendesse chiaro chi fosse il vincitore, né con il Mattarellum né con il Porcellum».
VERSO IL PREMIO ALLA LISTA. Al testo aprrovato in prima lettura alla Camera - liste bloccate, alte soglie di sbarramento e doppio turno - il premier vorrebbe però apportare delle modifiche, assegnando il premio di maggioranza alla «lista» e non «alla coalizione».
Un modo per suggellare quella vocazione «maggioritaria» del Pd che il capo dell'esecutivo ha visto affermarsi alle elezioni europee del 2014 e che vorrebbe vedere crescere, puntando sull'inclusione di nuove forze politiche o di loro singoli esponenti, più che sulle alleanze.
DA MIGLIORE A ROMANO. «Il Pd deve essere un partito che vince e che, avendo una vocazione maggioritaria, sia in grado di contenere realtà diverse», ha detto Renzi nella riunione del Nazareno. «Da Gennaro Migliore ad Andrea Romano ci sia spazio di cittadinanza piena. Uno spazio certo non esclusivo che però nel Pd non ce l'ha nessuno, neanche il segretario».

La partita di Berlusconi tra Italicum e tivù

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

La proposta del premio di maggioranza alla lista e non alla coalizione si spiega dunque in quest'ottica maggioritaria. Ma necessiterà di un nuovo incontro con Silvio Berlusconi per essere approvata. Sull'Italicum l'ex Cavaliere sta giocando una partita difficile da decifrare.
L'APERTURA DELL'EX CAV. Secondo le indiscrezioni trapelate nelle ultime settimane da palazzo Grazioli, l'ex premier sarebbe disposto a fare a Renzi qualsiasi concessione - compresa la modifica dell'Italicum che potrebbe penalizzare Forza Italia - in cambio di un occhio di riguardo per le aziende di famiglia, quando il governo deciderà di mettere mano alla riforma della Rai e dunque del sistema radiotelevisivo.
Giovanni Toti prende tempo: la proposta «mi lascia perplesso», ha dichiarato il consigliere politico di Berlusconi pochi minuti dopo l'intervento di Renzi al Nazareno. Tuttavia dei cambiamenti in corso d'opera sono possibili purché «condivisi da tutte le forze politiche».

Le preferenze del Ncd e il calendario a rilento al Senato

Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano.

Angelino Alfano, invece, leader di Ncd, si dice «assolutamente favorevole» alla proposta renziana di dare il premio alla lista e non alla coalizione.
«Per noi va bene, purché vengano reintrodotte le preferenze e si restituisca ai cittadini la facoltà di scegliere, che è il vero nodo che ci interessa», precisa a Lettera43.it il senatore di Ncd Andrea Augello, membro della commissione Affari costituzionali del Senato dove nelle prossime settimane dovrebbe cominciare a essere discussa la legge elettorale.
LEGGE ELETTORALE SENZA DATE. Il condizionale è d'obbligo perché per ora il testo non è stato ancora incardinato a Palazzo Madama e la nomina del relatore è in alto mare. Nel calendario delle convocazioni della commissione, fino al 24 ottobre, la legge elettorale non compare.
«Stiamo lavorando sulla riforma della Pubblica amministrazione, che aveva la priorità. Non potevamo certo bloccare il Senato solo sulle riforme costituzionali», spiega Augello. «Appena finiamo con la Pa passeremo alla legge elettorale. Credo che in un paio di settimane potrebbe cominciare l'esame dell'Italicum».
IL PRESSING DI BOSCHI. Qualche giorno fa, era stato il ministro delle Riforma, Maria Elena Boschi, a chiedere celerità per l'inizio dei lavori. «Mi auguro che questa sia la settimana in cui riusciremo a calendarizzarla al Senato», aveva dichiarato, auspicando l'approvazione della legge a Palazzo Madama entro la fine dell'anno.
Anche perché potrebbe essere necessario un nuovo passaggio alla Camera, dopo il voto di palazzo Madama.

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