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POLITICA 20 Ottobre Ott 2014 0750 20 ottobre 2014

Lega Nord, Salvini: la svolta patriottica (a destra) del Carroccio

Il segretario: «Niente Padania libera se chiudono le fabbriche. Casa Pound? Abbiamo cose in comune».

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Il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini.

È una nuova Lega Nord, quella guidata da Matteo Salvini e protagonista sabato 18 ottobre della manifestazione di Milano contro i migranti («In piazza c'era gente perbene, è stata la nuova marcia dei 40 mila», ha detto commentando la mobilitazione nel capoluogo lombardo).
Ora il Carroccio sembra aver svoltato a destra puntando sul patriottismo, anche se il segretario leghista ha spiegato in un'intervista a La Repubblica che chi gli dà «del fascista è solo invidioso»: «Non mi interessa avere la Padania libera senza le fabbriche», ha proseguito Salvini. Ma poi ha precisato che la sua Lega è disposta a «parlare a tutti», tanto che a Milano sul palco «hanno parlato persone che venivano dalla Nigeria e dal Marocco».
ALLEANZA CON CASA POUND. «Mi pagano per ottenere risultati», ha spiegato il leader del Carroccio parlando sulla nuova 'alleanza' con Casa Pound, il movimento politico di ispirazione fascista. «Abbiamo posizioni comuni», ha continuato Salvini, «ma sulla questione lavoro sto cercando di portare dal governatore della Lombardia Roberto Maroni la Fiom Cgil». Eppure, sempre su Casa Pound, il segretario leghista ha speso parole di elogio, usando anche l'ironia: «Dopo che i militanti più pericolosi hanno sfilato a Milano, per terra non c'era neppure una cartaccia».
GUERRA AGLI EUROBUROCRATI. Dunque, dopo la manifestazione nel capoluogo lombardo, il Carroccio sembra aver scelto la sua nuova direzione. «C'è una situazione di emergenza», ha continuato Salvini, «c'è la disoccupazione e il problema dell'immigrazione». E pur di «fare battaglia contro gli assassini di Bruxelles», è la tesi del nuovo corso della Lega, il leader è «disposto a discutere con chiunque».
Eppure per il segretario del Carroccio non c'è nulla di nuovo rispetto al recente passato. «Su Radio Padania parla un filosofo come Diego Fusato che non è certo di destra e sulla Russia di Vadimir Putin ho dialogato con Giulietto Chiesa che non è un leghista».
MISURE PURE PER IL SUD. Il sospetto, però, è che la svolta leghista sia finalizzata anche a prendere i voti al Sud. E Salvini ha confermato che il suo partito «presenterà le sue proposte economiche a metà novembre», e non ci saranno solo misure per il Nord, perché anche al Sud «c'è voglia di autonomia e non tutti sono falsi invalidi o falsi forestali».
Per esempio ci sarà «un'aliquota unica tra il 15 e il 20% e una dichiarazione dei redditi di una sola pagina come già accade in 40 Paesi». Quindi il leader del Carroccio ha precisato di volerne «parlare con Renzi», ma ha chiuso al Nuovo centrodestra di Angelino Alfano.
APERTURE A DESTRA. Tuttavia, nella sua intervista, Salvini ha spiegato di vedere nel futuro una Lega» che si allarga alle nuove forze del centrodestra», anche se è necessario che «Forza Italia si rigeneri».
Inoltre, s'è detto favorevole alla cittadinanza ai figli degli immigrati - «La Costituzione parla chiaro: quando hanno la maggiore età hanno il diritto di chiederla» - e ha ribadito che il Carroccio è «contro i clandestini».

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