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INTERVISTA 20 Ottobre Ott 2014 1015 20 ottobre 2014

Renzi su Canale 5, Mentana: «Più forte di Berlusconi del 1994»

Premier promosso dal giornalista di La7: «Trattato con onori perché fa ascolti».

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Il direttore del TgLa7 Enrico Mentana.

Un grande comunicatore, ancor meglio di Silvio Berlusconi.
A tessere le lodi del premier Matteo Renzi è stato il direttore del TgLa7 Enrico Mentana che dalle pagine de Il Fatto Quotidiano ha spiegato di aver visto il presidente del Consiglio su Canale 5 mentre lanciava il progetto degli 80 euro per le neo-mamme e quello della cittadinanza per i figli degli immigrati. E il giornalista ha sentenziato che l'ex rottamatore ha «una capacità di comunicare e includere che non aveva nemmeno l'ex Cavaliere dopo le Europee del 1994».
RENZI PARLA ALLA PANCIA. Secondo il giornalista, quella di Renzi è «una strategia per parlare al corpo profondo del Paese, alla pancia, di provvedimenti che potrebbero provocare malessere nei cittadini, quindi negli elettori», visto che il leader del Partito democratico è «già andato in trasmissione da Paolo Del Debbio e da Nicola Porro».
SENZA STECCATI. «Riesce a parlare e a muoversi», ha continuato Mentana, «come una persona senza steccati»: «È uno spregiudicato, con la capacità di proporre la sua narrazione». Insomma, Renzi ha un «atteggiamento piacione», che gli serve per «cercare e ottenere il consenso». E, a quanto, pare sembra centrare il bersaglio.
INVIDIA DEGLI AVVERSARI. A colpire il direttore del TgLa7, però, è stato il fatto che il premier «dà del 'tu' a molti giornalisti»: «Accorcia le distanze con lo spettatore-cittadino», ha puntualizzato Mentana.
Ma non è finita, perché il leader Pd «riesce anche a muovere negli avversari una certa invidia e ammirazione», visto che su Twitter il capogruppo di Forza Italia al Senato Paolo Romani ha scritto: «Ora voglio vedere chi parla di conflitto d'interessi».
BERLUSCONI È «DIVISIVO». Quindi Mentana è tornato ad affrontare il confronto tra Berlusconi e Renzi: «Il primo è divisivo», è stata la tesi del giornalista, «il secondo no e porta gli altri a essere inclusivi con lui».
«Deve presentare i provvedimenti», ha continuato il direttore del TgLa7 per spiegare la presenza del premier in televisione. E poi ha aggiunto: «Le trasmissioni lo chiamano perché alza gli ascolti, fa la differenza. E per questo viene trattato con tutti gli onori, mai in maniera scomoda, da nessuno».

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