STATI UNITI 21 Ottobre Ott 2014 1217 21 ottobre 2014

Le Midterm e il ritorno di Monica Lewinsky

Prima l'articolo su Vanity. Poi i discorsi per Forbes. Ora l'esordio su Twitter. Cosa si cela dietro il ritorno della stagista più famosa d'America (foto).

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Sono passati quasi 20 anni da quando l’allora neo-laureata al Lewis & Clark College di Portland venne presa per uno stage alla Casa Bianca (guarda le foto).
Era il 1995 e l’ex studentessa ebbe con l’allora presidente Bill Clinton una relazione. Lo scandalo esplose nel 1998 quando una dipendente del Pentagono amica di Monica, Linda Tripp, portò agli inquirenti, impegnati in altre indagini, alcune registrazioni telefoniche della ragazza che raccontava gli incontri intimi con il presidente.
LA CASA BIANCA SFIORATA DALL'IMPEACHMENT. Fu il più boccaccesco scandalo negli annali dello Studio ovale.
Se Kennedy era riuscito a nascondere le sue marachelle (o presunte tali ), Clinton venne travolto, mentì sotto giuramento e dovette ammettere poi rapporti impropri rischiando di finire anzitempo il mandato. Ma alla fine, complice il carisma di Bill e un’economia che ai tempi ruggiva, il presidente si salvò concludendo il suo secondo quadriennio con una discreta popolarità.
Lasciò un buon ricordo, venne perdonato da sua moglie Hillary che iniziò una portentosa carriera politica che l’ha portata a un passo dalla candidatura alla presidenza.

Pochi lavori, molti fallimenti: la via crucis di Monica

Bill Clinton con Monica Lewinsky.

In questi anni Monica, oggi 41enne, è stata una figura sullo sfondo, ha tentato di cavalcare lo scandalo nel 2000, quando accettò un contratto milionario per far pubblicità a una ditta di prodotti dietetici chiamata Jenny Craig, ha scritto il libro di rito, ha fallito in alcune conduzioni televisive in show sfortunati, ha firmato una sua linea di borsette per poi trasferirsi a studiare a Londra per ottenere un master.
Nel complesso ha avuto una vita difficile.
PENTITA DELLA RELAZIONE CON BILL. Non è mai riuscita ad emanciparsi dall’immagine della «donna dello scandalo», non ha mai avuto un lavoro regolare e non è più riuscita a farsi una famiglia.
Proprio quando nel clan dei Clinton si scaldavano i motori per una possibile nuova campagna presidenziale, nel maggio scorso, Monica ha fatto il suo ritorno dopo quasi un decennio di oblio.
Ha scritto un lungo articolo su Vanity Fair intitolato Shame and Survival (vergogna e sopravvivenza).
Nel pezzo ribadisce la sua versione dei fatti: una relazione ci fu, fu consensuale e ha lasciato profondo rammarico: «Rimpiango profondamente», ha scritto, «quello che è successo tra me e il presidente Clinton».

Lo sbarco su Twitter per il rilancio: un debutto in politica?

Monica Lewinsky.

La sua però non era un’apparizione fugace. Dal 20 ottobre ha debuttato su Twitter. Un fatto che è stato annunciato come una breaking news, e il suo profilo @MonicaLewinsky ha raccolto decine di migliaia di follower in poche ore, anche perché l'esordio concide con la campagna delle Midterm.
Il suo primo messaggio è una promessa: «#HereWeGo». Un teatrale «si va per cominciare» che sembra alludere a un suo nuovo ruolo sulla ribalta della politica americana.
Nel profilo si presenta come «Attivista sociale. Public speaker. Collaboratrice di Vanity Fair. Creatrice di lavori a maglia senza maniche».
SPEAKER PER FORBES. Se escludiamo i maglioncini di lana, dichiara di voler diventare un personaggio pubblico.
Nei giorni scorsi ha tenuto anche un discorso all'Under 30 Summit, una convention giovanile organizzata dalla rivista Forbes.
Ai partecipanti è sembrata una consumata oratrice, appassionante e sincera, e ha ricordato come lei fosse davvero innamorata di Bill.
Ha parlato del suo scandalo come di uno dei primissimi casi di umiliazione pubblica avvenuta attraverso la Rete. Si è definita «la paziente zero» di un fenomeno che oggi può colpire chiunque.

Mossa anti-Hillary? Per i commentatori Usa è poco probabile

Hillary Clinton, ex segretario di Stato Usa.

Monica è dunque tornata per restare. Ma perché?
Gli analisti politici statunitensi si chiedono se il suo ritorno non possa essere una mossa per intromettersi nella candidatura, ritenuta oggi formidabile, di Hillary.
Dave Weigel, commentatore di Msnb e della rivista Slate, ha citato numeri che fanno pensare all'esatto contrario.
La popolarità di Hillary non è mai stata così alta come durante lo scandalo. Si può anzi sostenere che la vicenda lanciò la sua carriera politica emancipandola dall'immagine del marito.
A detta del New Yorker, invece, il suo ritorno fa ricordare però che la vicenda del tradimento era parte di un'inchiesta più ampia. «I votanti saranno richiamati a ripensare in pieno alle scelte che ai tempi fecero marito e moglie», ha scritto Amy Davidson.
TOOBIN: «NESSUNO HA PIÙ INTERESSE NEL SEXGATE». Il giornalista Jeffrey Toobin, che scrisse un bestseller sullo scandalo intitolato A Vast Conspiracy, non ha dubbi: Monica ormai non può influenzare la scena politica: «Nessuno ha interesse a parlare più del passato. I Clinton ovviamente no. Ma neppure i repubblicani. Il loro tentativo di impeachment fu un clamoroso fiasco. Nessuno può guadagnare dal ripercorrere quello che accade. Non riesco a pensare che questo possa diventare un tema della campagna di Hillary».
Ma c'è un lato umano che in pochi colgono: «Ai tempi della mia inchiesta», ha ricordato Toobin, «mi ricordo che Monica voleva più di tutto una famiglia e una vita normale. Non è un'aspettativa irragionevole. Ma tutte queste vicende sembra che le abbiano impedito tutto questo. È molto triste».
IN CASA CLINTON TUTTO TACE. Per la Lewinsky uscire dall'ombra può voler dire anche rifarsi una vita.
In casa Clinton tutto tace.
Bill e Hillary sono diventati nonni da poco più di un mese e stanno facendo i piani per una possibile campagna presidenziale che, oggi come oggi, parrebbe (il condizionale è un dovere) una marcia trionfale. Intanto la Clinton Library, istituzione voluta dall'ex presidente, ha diffuso nei giorni scorsi sul sito Clintonlibrary.gov una serie di documenti inediti che si riferiscono al secondo mandato, alcuni di questi fanno proprio riferimento al periodo dello scandalo.
Come dire: qui non c'è nulla da nascondere.

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