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SVOLTA 21 Ottobre Ott 2014 2111 21 ottobre 2014

M5s, Beppe Grillo alla conquista dei voti leghisti

Sterzata sul tema dell'immigrazione. Ma crescono i malumori interni. Anche per le espulsioni.

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Il leader del M5s Beppe Grillo e il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini.

Beppe Grillo alla riconquista dei voti leghisti su due temi caldi come l'uscita dall'euro e l'immigrazione. Si tratta di una vera e propria Opa che il Movimento ha lanciato per ribaltare il senso e il verso di questioni che sono un tabù per la sinistra ma che il duo Grillo-Casaleggio giudica molto sentite anche tra gli elettori che di destra non sono. Una scommessa molto azzardata che sta creando parecchi malumori dentro il Movimento già sconquassato dalla deriva oltranzista nei confronti dei dissidenti. Il post uscito sul blog sull'emergenza immigrati ha infatti colto di sorpresa molti parlamentari che si sono ritrovati sbigottiti a protestare in chat per la sortita inattesa: e non è bastato il documento diffuso dallo staff di comunicazione per cercare di placare gli animi. Il 21 ottobre i deputati delle commissioni competenti si sono riuniti per cercare di mettere a punto una linea condivisa da tramutare in una mozione da presentare in parlamento.
REVISIONE DEL TRATTATO DI DUBLINO. «Il tema è divisorio ma è anche vero che Grillo punta sulla revisione del trattato di Dublino e dice solo che la questione non si risolve con il buonismo di facciata», afferma infatti un deputato. Depurata dagli allarmismi sull'Ebola e sulle infiltrazioni terroristiche, la questione immigrazione che il Movimento porterà avanti sarà dunque quella della revisione del trattato europeo sottoscritto dal governo Berlusconi (quindi anche dalla Lega), che ha di fatto scaricato sull'Italia l'onere della gestione dei flussi migratori e delle richieste d'asilo. La Lega, incapace secondo Grillo e compagni di portare avanti le istanze su immigrazione ed euro, diventa quindi il nuovo bersaglio dei Cinque Stelle: in quest'ottica ha senso anche il rifiuto dell'offerta di dialogo arrivata in extremis ai 17 europarlamentari M5s da Philippe Lamberts, co-presidente del gruppo dei Verdi all'Europarlamento. A Strasburgo i Cinque Stelle ricostruiscono l' Efdd sicuri che da lì la battaglia contro l'euro sarà più incisiva.
GRILLINI IN PIAZZA CONTRO IL RAZZISMO. Ed è beffarda la risposta della Lega: Grillo «ci viene dietro ma arriva dopo», ironizza Roberto Maroni. Il tema dell'immigrazione «non è appannaggio né di destra né di sinistra. Noi vogliamo affrontare il problema, non fare allarmismo. E la Lega le sue occasioni le ha avute» spiega Luigi Di Maio, suscitando l'ira dei colleghi. È un fatto, tuttavia, che proprio nella giornata della manifestazione leghista anti-immigrati 'Stop-Invasione', Dario Fo, Fedez e Aldo Giannuli partecipassero a fianco del M5s lombardo a un contro-corteo per denunciare il razzismo.
RAFFICA DI ESPULSIONI. La nuova linea politica del M5s è difficile da digerire per molti e forse in quest'ottica si capisce anche la stretta impressa dai vertici alla repressione del dissenso con la nuova raffica di espulsioni. Problema, questo, che potrebbe esplodere in occasione dell'assemblea congiunta prevista per il 21 ottobre anche se per procedere a un'espulsione dovrebbe esserci una richiesta formalizzata. Istanza che, allo stato, non risulta né per la deputata Eleonora Bechis, al centro di uno scontro che stava quasi per finire in rissa tra 'dissidenti' e il neo capogruppo al Senato, né per Massimo Artini, da tempo in pole position per diventare capogruppo ma poi finito nel mirino dello staff per questioni legate alla gestione informatica del gruppo. Esiste, invece, una richiesta per la deputata sarda Paola Pinna per questioni legate a due voti in dissenso dal gruppo.

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