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WELFARE 22 Ottobre Ott 2014 1653 22 ottobre 2014

Bonus bebè solo per chi è sotto i 90 mila euro

Al via dal 2015. Manovra 'bollinata': ora va al Colle. Vertice governo-Regioni il 23/ottobre.

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Tra bonus bebè, pensioni e rapporti tesi con le Regioni è arrivata la tanto attesa 'bollinatura' della Ragioneria generale dello Stato alla legge di Stabilità per il 2015-2017.
Dopo l'ok sulle coperture, dunque, manca il via libera del presidente della Repubblica, che potrebbe arrivare a breve.

Politicamente è stata una giornata di chiarimenti.
Sul funzionamento del nuovo bonus bebè, per esempio.
FINO A 90 MILA EURO. L'aiuto promesso dal premier Matteo Renzi ospite da Barbara D'Urso per le neo mamme dal 2015 (costo dell'intervento stimato: 1,5 miliardi all'anno) verrà «erogato mensilmente» fino al limite dei 90 mila euro di reddito per nucleo famigliare, ha precisato via Twitter il ministero dell'Economia, dopo che erano circolate ipotesi di un assegno annuale e legato all'Isee (l'indicatore della situazione economica equivalente).
Un'ipotesi che è comunque stata vagliata (fino a valore dell'Isee per nucleo familiare non superiore a 30 mila euro), ma che sarebbe di complessa applicazione. Resta ancora il dubbio sui figli adottati.

Pensioni pagate il 10? Solo per chi le ha doppie

Altra attesa precisazione quella sul pagamento delle pensioni il 10 del mese, che aveva fatto infuriare i sindacati per l'ennesimo 'accanimento' contro i pensionati.
Sono intervenuti l'Inps, ma anche il Mef, sempre con un tweet, e infine anche il ministro del Welfare Giuliano Poletti.
RIGUARDA SOLO 800 MILA PERSONE. Saranno gli 800 mila che hanno la doppia pensione Inps-Inpdap (cioè che hanno lavorato sia nel pubblico sia nel privato) che dal 2015 sono destinati a ricevere l'assegno previdenziale il 10 del mese, mentre gli altri 15 milioni continueranno a riceverla con le scadenze attuali (il primo giorno del mese se la pensione è dell'Inps, il 16 se è dell'Inpdap).

E stando alle parole del ministro del Lavoro la manovra non conterrà nemmeno «interventi a favore dei forestali della Calabria», mentre dovrebbero essere confermate le risorse per i lavoratori socialmente utili di Campania e Sicilia.

Le Regioni vogliono rimodulare i 4 miliardi di tagli

Il vero nodo politico da sciogliere rimane quello coi governatori, che chiedono di rimodulare i 4 miliardi di tagli a loro carico che rischiano altrimenti di incidere sui servizi, dalla sanità al trasporto pubblico.
IL 30 OTTOBRE VERTICE CON L'ANCI. Mentre è stato ufficialmente rinviato al 30 ottobre il faccia a faccia con i sindaci, la mattina del 23 ottobre è in programma invece l'incontro a Palazzo Chigi con le Regioni, riunite fino a tarda sera per mettere a punto una proposta unitaria. Con i presidenti leghisti che puntano i piedi su costi standard e differenze tra virtuosi e non virtuosi.


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