Renzi 141022103252
IN PARLAMENTO 22 Ottobre Ott 2014 1000 22 ottobre 2014

Consiglio Ue, Renzi interviene al Senato e alla Camera

Il premier: «Con la nuova commissione si volta pagina». Ok a due risoluzioni.

  • ...

Matteo Renzi al Senato (22 ottobre 2014).

Matteo Renzi guarda avanti e in vista del Consiglio europeo in programma per il 23 e 24 ottobre, dopo aver incontrato Giorgio Napolitano, è intervenuto alle Camere.
«Quello che si apre il 23 ottobre», ha detto a Palazzo Madama, «è l'ultimo della stagione precedente e le questioni principali oggetto della discussione con i partner europei, sollecitate e stressate dalla presidenza italiana, troveranno pieno compimento con la nuova commissione».
«IMPOSTARE STRATEGIA DI CRESCITA». Renzi ha spiegato che «nell'ultimo Consiglio Ue per la prima volta è tornata la parola crescita, dopo un dibattito acceso con gli olandesi e gli altri artefici del rigore. Non è rinviabile una discussione su come l'Europa vuole provare a uscire dai margini stretti del rigore per impostare una strategia di crescita».
«Vorrei che le nuove istituzioni europee», ha proseguito il premier, «mostrassero un po' più di coraggio e l'orgoglio di appartenere a questa comunità».
PASSO AVANTI CON JUNCKER. Con la nuova commissione Juncker il «passo in avanti compiuto in Ue è indubitabile» secondo Renzi. «Mentre il mondo rallenta ma continua a crescere, l'Eurozona ed in particolare l'Italia ancora soffrono le conseguenze di una linea politica che in questi anni ha privilegiato il rigore e l'austerity rispetto alla crescita».
L'Italia si presenta a questo vertice europeo avendo mantenuto «l'impegno ad aprire alcuni cantieri di riforma credibile», ha aggiunto il premier alla Camera. Ma il Paese «ha bisogno di uno scatto in più: la consapevolezza di ciò che siamo e rappresentiamo».
La tanto attesa lettera Ue sulla manovra «è naturale», non basta questa per parlare di «bocciatura» secondo Renzi.
«DIAMO MOLTO, RICEVIAMO POCO». Ma il premier ha puntato il dito anche contro alcuni settori dell'economia italiana, accusati di avere un atteggiamento ostile verso l'isituzione comunitaria. «Le riforme che stiamo facendo», ha sottolineato, «possono piacere o no ma rappresentano uno straordinario processo di riforme strutturali. E questo deve dare la consapevolezza ai rappresentanti italiani in Europa circa la nostra non alterità rispetto all'Unione. Anche perché siamo un paese che dà molto all'Europa e riceve meno di quello che potrebbe ricevere: non possiamo quindi andare a Bruxelles con la convinzione che questa non sia anche la nostra casa».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso