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APPUNTAMENTO 22 Ottobre Ott 2014 0600 22 ottobre 2014

Leopolda 2014, ultima edizione?

Attesi Farinetti, Squinzi e forse Della Valle. Mentre la fronda Pd è a Roma con la Cgil.

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Matteo Renzi alla Leopolda 2013.

Il popolo e le idee, con al centro una visione del futuro: sarà questo il tema della Leopolda che si apre venerdì 24 ottobre a Firenze. E che, insinuano fonti vicine a Matteo Renzi, potrebbe essere arrivata alla sua ultima edizione.
OLTRE I CONFINI DEL PD. L’ormai tradizionale kermesse, ideata da Renzi nel 2010, sarà nuova nella forma ma non nella sostanza. Il fulcro resta sempre la volontà di aggregare diversi segmenti di società civile che hanno voglia di offrire il proprio contributo al Paese, senza per forza abbracciare la causa del Partito democratico. Anzi, di Pd meno se ne parlerà e meglio sarà. O almeno è questa l’indicazione che arriva dalla cabina di regia toscana.
UNA KERMESSE DA 300 MILA EURO. Si comincia la mattina del 23 ottobre, quando gli organizzatori terranno una conferenza stampa per presentare l’edizione 2014. Finora le uniche indiscrezioni trapelate, oltre al costo (300 mila euro secondo una nota della Fondazione Open), riguardano il programma, la conduzione e la scenografia.
Renzi, infatti, presenzierà ma non avrà più il compito di smistare il traffico e gli interventi. A quello penseranno i deputati Luigi Famiglietti, Lorenza Bonaccorsi, Silvia Fregolent e Ernesto Fanucci (l’organizzatrice Maria Elena Boschi agirà più dietro le quinte come coordinatore).
COME NEL GARAGE DI JOBS. Mentre il palco dovrebbe essere allestito come un garage, per evocare l’immagine del primo luogo di lavoro di Steve Jobs, il box della casa paterna di Los Altos, dove giovanissimo creò il primo computer di quello che sarebbe poi diventato il colosso mondiale Apple.
Venerdì è il giorno per le registrazioni e i primi interventi proposti attraverso il sito Leopolda5.it, dopodiché cena e riposo. Perché sabato 25 si sgobba, con i 100 tavoli tematici che dovranno elaborare nuove proposte sia nella sessione mattutina sia in quella pomeridiana.
PRESENTI LE ANIME DEL PARTITO. Tra i parlamentari chiamati a coordinare i lavori non ci saranno solo renziani, come in passato, ma anche Giovani turchi, ex lettiani, esponenti di AreaDem e qualcuno anche di Area Riformista, proprio per certificare la pacificazione post congressuale tra le diverse anime del partito. Domenica 26, infine, la chiusura di Renzi intorno all’ora di pranzo.

Secondo i rumors, tra gli invitati anche Farinetti, Squinzi e Della Valle

Diego Della Valle.

Secondo i rumors raccolti da Lettera43.it, tra gli ospiti è sicura la defezione del finanziere Davide Serra, mentre restano i punti interrogativi su alcuni nomi a effetto, come quello del leader Psoe, Pedro Sanchez e del patron di Eataly Oscar Farinetti. In forse anche il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che recentemente si è riavvicinato al premier-segretario e l’economista Luigi Zingales, fino all’ex leader Cisl, Raffaele Bonanni, al presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, e persino a mister Tod’s e proprietario della Fiorentina calcio, Diego Della Valle, che in queste ultime settimane aveva lanciato il guanto di sfida all’ex amico Matteo.
LO SPIN DOCTOR DI OBAMA. Garantita invece la presenza nelle prime due giornate della Leopolda dell’esperto di comunicazione politica statunitense Mike Moffo, già spin doctor di alcune delle campagne elettorali più importanti e vincenti della recente storia americana, come quella di Barack Obama.
I DISSIDENTI A ROMA CON LA CGIL. Tra chi sicuramente non parteciperà, escluso il presidente del Pd, Matteo Orfini, impegnato a Pechino in un incontro «programmato già da tempo» con il Partito comunista cinese, ci sono ovviamente i duri e puri dell’opposizione interna: da Gianni Cuperlo a Stefano Fassina, a Pippo Civati ad Alfredo D’Attorre, che saranno in piazza con la Cgil il 25 ottobre. Anche se non è da escludere l'apparizione di alcuni dei dissidenti di ritorno dal corteo cigilellino, almeno per ascoltare il discorso conclusivo del premier.
Ma per ora non ci sono né nomi, né tantomeno conferme. «Qualcuno a Firenze verrà», dice un esponente della minoranza dem, «ma nessuno ne parla apertamente…».
BERSANI FA IL POMPIERE. Chi non sarà né in piazza a Roma, né alla Leopolda è invece Pier Luigi Bersani, che ha già annunciato la doppia assenza per non gettare altra benzina sul fuoco delle polemiche. La scelta dell’ex segretario, dicono in ambienti vicini a Palazzo Chigi, sembra comunque sia stata accolta con favore e rispetto dal suo successore. Anche se Bersani si è tolto qualche sassolino dalla scarpa: «La Leopolda è estranea al Pd», ha sentenziato.
Ma la vera novità che si bisbiglia negli ambienti romani vicini a Renzi è che questa potrebbe essere addirittura l’ultima edizione della Leopolda.
«L'ULTIMA EDIZIONE». Da quando l’ex sindaco è diventato segretario del Pd prima, e presidente del Consiglio poi, secondo qualche organizzatore, la kermesse ha «esaurito il suo compito». E anche lo stesso leader pare abbia avuto più di un dubbio se riproporre o meno il format che lo ha lanciato nell’Olimpo della politica.
Se così fosse, non sarebbe comunque un addio per i fedelissimi. «Forse è arrivato il momento di trasformare la Leopolda in un modello da mettere al servizio del partito», si lascia scappare un renzianissimo deputato dem. «Del resto, se deve diventare il Partito della nazione, il Pd deve imparare ad accogliere tutti. E noi, come dimostrano i risultati elettorali e in sondaggi, in questi anni, abbiamo messo a punto uno strumento in grado di centrare l’obiettivo».

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