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RESA DEI CONTI 22 Ottobre Ott 2014 2133 22 ottobre 2014

Movimento 5 stelle nel caos, nuove epurazioni in vista

Bechis e Iannuzzi nel ciclone. A rischio 7-8 parlamentari. Consulta, apertura al Pd.

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Roma: la contestazione di alcuni grillini durante la Festa del M5s al Circo Massimo.

Torna a soffiare forte il vento delle epurazioni nel Movimento 5 stelle. Dopo i quattro attivisti di 'Occupy palco' espulsi per aver inscenato una protesta al Circo Massimo, nell'occhio del ciclone sono finiti due deputati: Eleonora Bechis e Christian Iannuzzi. La Bechis è una deputata piemontese, vicina ai dissidenti e attaccata per aver preso come assistente un ex cinquestelle già espulso da Beppe Grillo. A chiedere la sua testa non è il blog del leader, ma un altro deputato: Ivan Della Valle, piemontese anche lui ma più vicino all'ala 'integralista'.
SFIORATA LA RISSA. Della Valle rinfaccia alla collega anche il fatto di non voler ritirare una querela nei confronti di un attivista piemontese. Questione, questa, già dibattuta durante l'ultima assemblea del gruppo, quando un altro piemontese, il senatore Alberto Airola, è arrivato quasi alle mani con due parlamentari che avevano preso le difese della Bechis. Il caso, che a molti appare come una semplice bega territoriale, ha assunto invece i connotati di un regolamento di conti tra fedelissimi e dissidenti.
IANNUZZI APPOGGIA GLI 'OCCUPY PALCO'. Invece gli 'Occupy palco' chiedono «risposte alle domande poste al Circo Massimo». Proprio i quattro espulsi romani, sfidando apertamente Grillo e Gianroberto Casaleggio, si sono rifatti vivi e hanno spiegato le ragioni della loro protesta nel corso di una riunione del M5s nell'VIII municipio della capitale. Le loro richieste sono state rilanciate dal parlamentare laziale Christian Iannuzzi, che già questa estate aveva criticato Grillo e Casaleggio per la decisione di non poter votare l'alleanza con i Verdi in Europa: «L'azione di Occupy palco è stata una azione di disobbedienza civile - ha detto - Hanno approfittato del ruolo di organizzatori, per salire sul palco e pacificamente porre alcune domande che in altro modo non si riescono a fare. È assurdo che non si risponda alle domande e si sbatta fuori, con un pretesto, chi le pone». Il solo fatto di appoggiare i contestatori potrebbe costare loro l'espulsione.
ATMOSFERA DA 'GRANDI PURGHE'. Ma oggi è evidente che i parlamentari dissidenti si sentono più forti rispetto al passato. I 33 voti ottenuti da Massimo Artini contro i 44 della fedelissima Fabiana Dadone durante le votazioni per il nuovo capogruppo hanno dato coraggio all'ala critica.
Insomma, le richieste di trasparenza si moltiplicano ma la risposta che arriva dall'ala integralista sembra quella delle 'grandi purghe'. Secondo fonti interne sarebbero sette-otto i parlamentari in odore di espulsione mentre altri 20, tra militanti e amministratori, rischierebbero sul territorio.

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