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MAGISTRATURA 22 Ottobre Ott 2014 1103 22 ottobre 2014

Ruby, Legnini: «Su Tranfa Csm non può intervenire»

Il vicepresidente: «Non ci sono margini per aprire un procedimento».

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Giovanni Legnini, vicepresidente del Csm.

Il Consiglio superiore della magistratura ha le mani legate sulla vicenda del giudice Enrico Tranfa, che si è dimesso dopo le motivazioni della sentenza di assoluzione di Silvio Berlusconi per il caso Ruby.
«Non ci sono le condizioni per aprire alcun procedimento o per intervenire», ha detto il vicepresidente Giovanni Legnini rispondendo alle sollecitazioni che erano venute da alcuni consiglieri ad «aprire qualche pratica sulla vicenda delle dimissioni di Tranfa, un precedente inedito per modi e tempistica», ha sottolineato il vicepresidente.
«NESSUNA MOTIVAZIONE». Ma per Legnini non ci sono margini per un intervento del Csm, «tanto più che il presidente Tranfa non ha esternato le motivazioni del suo atto». Né, ha fatto notare ancora Legnini, «ci sono state motivazioni rivolte al Csm a intervenire su questa vicenda».
«D'ACCORDO CON CANZIO». Legnini ha poi proseguito appoggiando le parole critiche di Giovanni Canzio sulle dimissioni del giudice Enrico Tranfa: «Spero che ognuno di noi si riconosca nella posizione del presidente della Corte d'Appello di Milano, che io sottoscrivo integralmente».
Canzio aveva detto che le dimissioni di Tranfa «non appaiono coerenti con le regole ordinamentali e deontologiche» se dettate dal motivo «di segnare il personale dissenso rispetto alla sentenza».

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