Svezia Sottomarino Russo 141021164731
STRATEGIE 22 Ottobre Ott 2014 1500 22 ottobre 2014

Svezia-Russia, nel Baltico sale la tensione

Ai tempi dell'Urss le incursioni sovietiche erano all'ordine del giorno. Il caso del mini U-boat spaventa Stoccolma. Che teme di ripiombare nella Guerra Fredda.

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L'ultima traccia è la foto amatoriale di un «oggetto non identificato» che spunta dalle acque nell'arcipelago di Stoccolma affollato di turisti domenicali.
Per la Marina svedese, «un sottomarino o anche un mini veicolo subacqueo di una qualche forza speciale, comunque non nostra e non civile», hanno azzardato gli ammiragli che ritengono l'immagine del weekend sfocata. Ma molto interessante, perché negli stessi giorni, in quella zona strategica per l'accesso navale a Stoccolma, nella baia a Est tra Kanholmsfjärden e Nämdöfjärden ci sono stati altri tre avvistamenti di «strane operazioni non identificate».
CREMLINO: «COLPA DELL'OLANDA». Per i russi, le speculazioni su presunti sottomarini del Cremlino in missione nel Baltico, partite da un'altrettanto presunta intercettazione radio di un messaggio verso l’enclave russa di Kaliningrad, sono uno spreco di tempo, di inchiostro e anche di soldi.
«Andate a chiedere alla Marina olandese che fine a fatto il Bruinvis, un U-boat diesel-elettrico di rientro da un'esercitazione con la Svezia, risparmierete un po' di spese ai contribuenti», hanno ironizzato da Mosca.
TENSIONI CRESCENTI TRA MOSCA E SCANDINAVIA. In effetti, per far luce sull'enigma dei mari, Sua maestà Carl XVI ha sguinzagliato motovedette, dragamine, corvette lanciamissili, elicotteri, persino aerei con sonar di ricognizione. Per un totale di oltre 200 uomini in perlustrazione giorno e notte.
Ma, al di là della nuova caccia all'Ottobre rosso, peraltro non la prima, che solletica i lettori in cerca di spy-story, l'ultima frizione rivela il gran crescendo di tensione, dopo l'annessione russa della Crimea e la nuova Cortina di Ferro della Nato nelle ex Repubbliche socialiste, tra i Paesi scandinavi e lo zar del Cremlino Vladimir Putin.

Svezia e Russia sono divise dal Mar Baltico.

Con l'annessione di Crimea gli Stati nordici tornano a difendersi

Un sommergibile russo.

L'«oggetto non identificato» poteva essere un sottomarino guasto come lo U-Whiskey 137 sovietico che, nel 1981, si incagliò in una roccia svedese, a un passo dalla base navale segreta di Karlskrona. Oppure una riedizione del caso del sottomarino nucleare Kursk (118 morti), affondato nel 2000 nelle acque russe di Barents: incidente ammesso solo 48 ore dopo dallo Stato maggiore russo che, anche internamente, aveva tutto l'interesse a mantenerlo nascosto.
Storie di defaillance, insomma. Anche tragiche, comunque non edificanti per la propaganda militare russa.
LE VIOLAZIONI DELLO SPAZIO AEREO. Ma le incursioni sovietiche nel Baltico erano anche all'ordine del giorno nella Guerra Fredda, con inseguimenti di sottomarini durati talvolta mesi e dei quali gli annali delle Marine scandinave conservano documentata e piena memoria.
Un clima di provocazioni e anche invasioni nel quale Finlandia e Svezia (i Paesi nordici, oltre agli Stati baltici, più a ridosso della Russia) temono di essere ripiombate.
Nel 2014, anno in cui le bandiere del Cremlino sono tornate a sventolare a Sinferopoli e nelle autoproclamate (e contese) Repubbliche socialiste nell'Ucraina dell'Est, Helsinki e Stoccolma hanno subìto ripetute violazioni dello spazio aereo da parte di caccia da combattimento Sukhoi Su-24 di Putin.
L'OPERATIVITÀ MILITARE COME STRUMENTO DI PRESSIONE. «La potenza militare odierna della Russia non è neanche lontanamente paragonabile a quella dell'Urss, ma di certo assistiamo a una nuova postura», spiega a Lettera43.it Francesco Tosato, analista per gli Affari militari del Cesi (Centro Studi Internazionali). «I prezzi alti del gas e del petrolio hanno consentito a Mosca di uscire dal periodo di crisi e rimodernare le sue forze armate. La ritrovata operatività militare è anche uno strumento di pressione politica che ovviamente crea nervosismo tra i Paesi confinanti, sia per il loro retaggio storico, sia perché uscenti da un periodo, negli Anni 90, di relativa rilassatezza».
Non a caso, «per contrastare il ritorno di esercitazioni, movimenti di flotte e anche sconfinamenti aerei russi, tutti i governi del Nord Europa, inclusa la Gran Bretagna, hanno ripristinato le coppie di caccia pronte a decollare su allarme, a presidio del loro territorio, come durante la Guerra Fredda».

Un mini U-boat d'intelligence nel Baltico: la sfida russa a Svezia e Finlandia

Un sottomarino russo è stato individuato nelle acque del Mar Baltico.

Dopo la violazione nei cieli di settembre, la Svezia ha convocato l'ambasciatore russo, mentre la Finlandia, pure vittima di diverse scorribande, ha preteso spiegazioni dal Cremlino dopo essersi vista sbarrare l'accesso nel Mar Baltico per rilevazioni scientifiche dalla Marina russa.
Sempre a settembre sei Mig 35 russi avevano anche scorrazzato sui cieli americani dell'Alaska: «Episodio non nuovo», si è limitato a chiosare il Pentagono, «ma che non si verificava da molto tempo». E a luglio la Svezia (fuori dalla Nato, come la Finlandia) si era vista sfrecciare un caccia da ricognizione della Us Air Defence, in fuga da una schermaglia con un velivolo russo, in missione, secondo gli americani, nello spazio aereo internazionale sopra il Mar Baltico.
L'ASSE WASHINGTON-STOCCOLMA. Washington e Stoccolma collaborano per prevenire altri incidenti del genere, anche perché, con l'ok della Nato al Piano d'intervento rapido («circa 4 mila unità» schierate in cinque nuove basi nei Paesi baltici, in Polonia e in Romania), Svezia e Finlandia hanno firmato un accordo di collaborazione con l'Alleanza.
Se con la crisi Ucraina i Paesi baltici avevano pressato per misure immediate a tutela della loro sicurezza, Stoccolma e Helsinki hanno dato alla Nato l'ok a dislocare unità e a svolgere esercitazioni militari. Il premier conservatore finlandese Alexander Stubb sarebbe addirittura favorevole all'ingresso nella Nato di un Paese che, ha affermato il ministro della Difesa Carl Haglund, «non pretende più di essere neutrale».
CITTADINI CONTRARI ALL'INGRESSO NELLA NATO. Ma un'entrata nell'Alleanza della Finlandia è, per ragioni strategiche, difficile che si verifichi senza un passo analogo della Svezia. E a Stoccolma la voglia di aderire al Patto atlantico si è sgonfiata con la vittoria dei socialdemocratici alle legislative di metà settembre.
L'opinione pubblica resta prevalentemente contraria in entrambi i Paesi: in Svezia solo il 31% dei cittadini si vorrebbe nella Nato e in Finlandia la percentuale scende addirittura al 25%. Eppure Helsinki deve l'indipendenza del 1917 proprio a una guerra contro la Russia: una storia di aggressioni che, nella Seconda guerra mondiale, la costrinse a cedere territori ai russi in cambio dell'autonomia.
LA MARINA SVEDESE CONTINUA LA CACCIA. La Svezia, «che è neutrale ma con un'industria e un apparato di forze militari notevoli», precisa Tosato, prosegue intanto la sua caccia all'Ottobre rosso nel Mar Baltico. «La dinamica non è chiara. Le indiscrezioni della stampa locale sulla comunicazione radio captata sono state smentite dalla Marina svedese, che però ha ammesso di indagare sulle foto di “una presenza subacquea straniera”».
Neanche Stoccolma, ufficialmente, «parla mai di russi. Ma un mezzo che, dai dettagli diffusi, è piccolo, probabilmente non nucleare e magari emerso perché in difficoltà tecniche, lascia effettivamente presupporre, in acque straniere, un mini-sommergibile d'intelligence».

Twitter @BarbaraCiolli

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