Papa Francesco 141022112740
GIUSTIZIA 23 Ottobre Ott 2014 1447 23 ottobre 2014

Il papa: «Via la pena di morte, l'ergastolo è un'esecuzione»

Bergoglio contro l'ergastolo: «È una esecuzione. Migliorare le condizioni».

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Papa Francesco.

In un ampio discorso sulla giustizia umana, papa Francesco ha condannato pena di morte, ergastolo, carcere preventivo e corruzione.
Ha chiesto innanzitutto di abolire la pena capitale, «legale o illegale che sia, e in tutte le sue forme, ma anche al fine di migliorare le condizioni carcerarie nel rispetto della dignità umana».
Aggiungendo poi che «l'ergastolo è una pena di morte nascosta». Nel mirino anche le «cosiddette esecuzioni extragiudiziali o extralegali».
«NO CAPRI ESPIATORI». Il ragionamento partiva da una premessa: la tendenza nelle società contemporanee a creare capri espiatori e a «costruire deliberatamente i propri nemici».
Il papa ha messo in guardia «giudici e operatori del sistema penale» dalla «pressione dei mezzi di comunicazione di massa, di alcuni politici senza scrupoli e delle pulsioni di vendetta che serpeggiano nella società».
Un monito che ha l'obiettivo formare una giustizia integrale, per impedire che la giustizia umana diventi violenza istituzionalizzata, ossia la semplice forza dello Stato, per sua natura onnipotente, contrapposta alla limitata violenza del singolo.
Si tratta dello stesso sforzo espresso in una lettera del maggio 2014 ai partecipanti al XIX congresso internazionale della stessa Associazione internazionale di diritto penale.
«CARCERE PREVENTIVO ILLECITO». La carcerazione preventiva, secondo papa Francesco, «quando in forma abusiva procura un anticipo della pena, previa alla condanna, o come misura che si applica di fronte al sospetto più o meno fondato di un delitto commesso, costituisce un'altra forma contemporanea di pena illecita e occulta, al di là di ogni patina di legalità».
«IMPEGNO CONTRO LE TORTURE». Condannati come «tortura» i sequestri di persona e quanto avviene in carceri, «centri clandestini di detenzione, moderni campi concentramento, istituti per minori, ospedali psichiatrici. Questi abusi si potranno fermare soltanto con il fermo impegno della comunità internazionale a riconoscere la dignità della persona umana sopra ogni cosa».
«STANARE TUTTI I CORROTTI». L'appello è proseguito sul tema della corruzione: «Le forme che bisogna perseguire con maggiore severità sono quelle che causano gravi danni sociali, sia in materia economica che sociale, come le frodi contro la pubblica amministrazione o l'esercizio sleale dell'amministrazione o qualsiasi sorta di ostacolo alla giustizia». Il papa ha quindi chiesto che il diritto penale non stani solo «i pesci piccoli».
«LA POVERTÀ? UN CRIMINE». E infine: «Alcune forme di criminalità compiute da privati ledono gravemente la dignità delle persone e il bene comune e di queste molte non potrebbero mai essere commesse senza la complicità, attiva o omissiva, delle pubbliche autorità». Bergoglio ha quindi citato la tratta contro le persone e il «miliardo di persone intrappolate nella povertà assoluta».

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