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MANOVRA 23 Ottobre Ott 2014 1850 23 ottobre 2014

Legge di stabilità, Napolitano ha firmato

Il Colle ha autorizzato la presentazione del ddl alle Camere.

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Giorgio Napolitano (a sinistra) con Matteo Renzi.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato la Legge di stabilità.
Nel giorno dell'arrivo della lettere dell'Ue, il Colle ha quindi autorizzato la presentazione alle Camere del disegno di legge - si legge nel sito del Quirinale - di «Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio 2015-2017».
Nonché disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2015).
IN AULA A NOVEMBRE. Alla Camera è già tutto pronto per avviare l'iter della sessione di bilancio: il calendario di massima prevede l'approdo in Aula, e il primo via libera, entro la terza settimana di novembre, e già da giovedì 30 ottobre si potrebbe partire con le audizioni.
Se la manovra prende la sua forma definitiva, nel mix di interventi a favore di famiglie e imprese, resta ancora aperto il nodo della spending review a carico delle Regioni. Di buon mattino il presidente del Consiglio ha incontrato i governatori a Palazzo Chigi, aprendo alla richiesta di lavorare sui costi standard, così come chiesto dalle Regioni, ma chiarendo che il saldo non si tocca: «Non c'è spazio per una mediazione», ha detto infatti Renzi alla delegazione guidata da Sergio Chiamparino, «i miliardi sono quattro. Da qui due strade: o lo scontro o ci sono proposte alternative su cui si lavora in queste ore».
PROPOSTA ALTERNATIVA PRONTA IN 10 GIORNI. La proposta alternativa, il 'Lodo Chiamparino' come è stato ribattezzato, deve essere affinata a stretto giro, entro una settimana, 10 giorni al massimo, in modo da essere pronti a presentare le modifiche quando comincia il lavoro del parlamento a vagliare gli emendamenti al testo, se si troverà l'accordo. L'obiettivo è quello di rendere sostenibile l'impatto della manovra per gli enti locali, senza intaccare i servizi (sanità in testa) e senza arrivare a dover imporre nuove tasse locali ai cittadini. I governatori insistono sulla necessità che la razionalizzazione delle spese riguardi tutti i livelli dell'amministrazione, ministeri compresi (anche se la stretta a carico dei dicasteri nella legge di Stabilità c'è e supera i 6 miliardi, lo stesso importo chiesto complessivamente agli enti locali, Comuni e Province compresi).

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