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FIBRILLAZIONI 23 Ottobre Ott 2014 2218 23 ottobre 2014

Scontro Renzi-Barroso sulla lettera Ue

Il premier: «Era riservata? Noi pubblicheremo anche le spese dell'Europa». Tensione con Bruxelles. «Se il problema sono 2 miliardi li trovo subito».

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Il premier Matteo Renzi a Bruxelles per il Consiglio europeo.

Quei chiarimenti scritti nero su bianco dovevano rimanere riservati.
Del resto la scritta in testa al documento, «Strictly confidential» («strettamente confidenziale»), qualcosa doveva pur significare.
Invece i dubbi dell'Unione europea sulla legge di Stabilità dell'Italia («deviazione significativa dagli obiettivi») sono diventati pubblici, diffusi da giornali e governo.
AL VERTICE IN RITARDO. La scelta di non rispettare il patto di stabilità nel 2015 non è piaciuta. Ma il premier Matteo Renzi ha ostentato sicurezza: «Due miliardi? Se vogliono li mettiamo domani mattina», ha detto arrivando a Bruxelles per il vertice all'ultimo minuto, se non proprio in ritardo. «Un piccolissimo sforzo» di fronte a una manovra da 36 miliardi e un bilancio da 800. «Non sono 2 miliardi aggiuntivi rispetto alla riserva prevista dalla legge di stabilità», ha spiegato il premier.
E alla fine del vertice ha ribadito: «Sulle questioni economiche la discussione si terrà domani. Confermo che si tratta di fare una valutazione più politica di chi decide cosa. Perché dal punto di vista tecnico le risorse per trovare la soluzione sono ampiamente a portata di mano. Il nostro budget è messo molto bene: non vedo particolari problemi. Ci sono delle voci che abbiamo tenuto da parte e vedremo cosa accadrà. Ovviamente cambierà nella discussione sulla base di indicazioni parlamentari».
IL BARROSO FURIOSO. Il guaio è costituito dalla profonda irritazione di José Manuel Barroso. In mattinata era stato durissimo, non solo con la decisione di via XX settembre di divulgare la lettera, ma anche con la stampa italiana («notizie false, surreali, spesso invenzioni», aveva scandito in conferenza stampa) e, ancora, con quelle letture che in questi giorni lo accusavano di interessi e posizioni 'personali': «È nocivo e disonesto», aveva tuonato il presidente Ue uscente.
RENZI: «SARÀ DIVERTENTE». Renzi si è detto «stupito», rilanciando la sua sfida: «In questo palazzo è finito il tempo delle lettere segrete. D'ora in poi vigerà la regola della chiarezza e della trasparenza sui rapporti con Bruxelles. Pubblicheremo anche le spese dell'Europa e sarà divertente».
Una battuta che lascia intendere che renderà pubblica anche la risposta di Roma a Bruxelles.
E la strategia è stata confermata anche su Twitter, col lancio del nuovo hashtag: #openeurope.

Renzi vuole tirare dritto. Quello sforzo di alzare il target di riduzione del deficit strutturale dallo 0,1% previsto nella legge di stabilità allo 0,25-0,35%, che secondo alcuni potrebbe essere un plausibile punto di caduta di una mediazione, lo ha già messo in conto. E forse non solo con la 'riserva' prevista dai tecnici del Tesoro.
IN ARRIVO I COMPITI A CASA? L'Ue potrebbe chiedere qualcosa di più, come una possibile lettera di intenti, se non proprio un impegno di compiti a casa.
Ma viste le battute al vetriolo di questo esordio dell'era Juncker, la strada sulla via della flessibilità sembra lastricata di insidie e pericolosi ostacoli.

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