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SCHERMAGLIE 23 Ottobre Ott 2014 1844 23 ottobre 2014

Stabilità, Renzi all'Ue: «Due miliardi? Li mettiamo domattina»

Il premier replica alle critiche di Barroso: «È finito il tempo delle lettere segrete». E promette: «Pubblicheremo tutto, anche quanto si spende in questi palazzi: sarà molto divertente».

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da Bruxelles

Arriva in ritardo al summit europeo. Assicura, in tema di manovra, che se «stiamo discutendo di 1, 2 miliardi di differenza, possiamo metterli anche domani mattina».
Ammonisce José Manuel Barroso che «è finito il tempo delle lettere segrete». E mette in guardia le istituzioni europee: «Credo che pubblicheremo non solo la lettera, ma tutti i dati economici, quanto si spende in questi palazzi: sarà molto divertente».
RENZI IN VERSIONE OPENDATA. È Matteo Renzi versione opendata, quello che è arrivato il 23 ottobre alle 17.15 al palazzo del Consiglio europeo per presenziare il vertice.
Come premier italiano, a capo della presidenza di turno del Consiglio, non si preoccupa di far aspettare gli altri capi di stato e di governo, ma decide di fermarsi con la stampa e togliersi qualche sassolino dalla scarpa. In primis nei confronti di Barroso.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi a Bruxelles per il vertice europeo. (Ansa)

Sulla manovra: «Vale 36 mld, stiamo discutendo di un piccolissimo sfozo»

Riguardo al dibattito sulla Legge di stabilità, sotto osservazione dalla Commissione europea che ha mandato una lettera (all'Italia come ad altri quattro Paesi: Francia, Austria, Malta e Slovenia) per chiedere spiegazioni sul mancato rispetto dell'obiettivo di bilancio 2015, Renzi ha spiegato: «Stiamo discutendo di 1 o 2 miliardi di differenza, possiamo metterli anche domani mattina, su una manovra da 36 miliardi, su un bilancio da 900 miliardi, il problema dei 2 miliardi che potrebbero in teoria essere necessari corrisponde a un piccolissimo sforzo».
«Quello che sarà messo in discussione e sarà interessante approfondire è chi decide, cosa, come, quali sono le valutazioni politiche sulle circostanze eccezionali di cui parlano trattati e regolamenti», ha sottolineato. «E non mi pare che sia tecnicamente un problema».
«BARROSO? MI STUPISCE SI SIA SORPRESO». Diverso, ha detto il premier, «è se la discussione è sul metodo, sono stupito che il presidente Barroso si sia sorpreso, perchè la lettera è stata anticipata qui da un importante giornale internazionale, il Financial Times, e poi ha avuto uno scoop un importante giornale italiano, si sono individuati i cinque Paesi che avrebbero ricevuto la lettera ed è ciò che è accaduto. Allora se questo è, penso sia venuto il momento della open transparency totale, penso sia finito in questo palazzo il tempo delle lettera segrete».
Renzi ha assicurato che «con l'Italia l'opendata sarà totale, noi vogliamo che sia chiaro tutto ciò che viene da Bruxelles, che ci sia la chiarezza più ampia, anche perchè è l'unico modo per aiutare i cittadini a capire», dicendosi «certo che Juncker ne sarà consapevole, noi chiediamo che ogni dato sensibile della Commissione sia pubblicato».
«PUBBLICHEREMO TUTTO: SARÀ DIVERTENTE». Rivolgendosi poi all'Italia, il premier ha spiegato: «Ai cittadini dico che non c'è da preoccuparsi, si tratta di far capire che abbiamo fatto una grande manovra per ridurre le tasse. E siccome tante volte dall'Europa ci hanno chiesto di ridurre le tasse, ora che l'abbiamo fatto non sarà certo una discussione sui decimali e sulle virgole a bloccare il percorso di cambiamento del nostro Paese». Viceversa, ha puntualizzato, «sarà interessante raccontare anche in Europa che cosa vogliamo fare in Italia, l'attuazione completa della trasparenza come metodo di governo».
Quindi, per chiudere, un velato avvertimento: «Credo che pubblicheremo non solo la lettera, ma tutti i dati economici, quanto si spende in questi palazzi: sarà molto divertente».

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