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PROTESTA 25 Ottobre Ott 2014 1722 25 ottobre 2014

Cgil, corteo a Roma: Camusso rilancia lo sciopero generale

Un milione in piazza per protestare contro Jobs Act e manovra. «Pronti a tutto». Sfila la minoranza dem. Foto e video. Renzi: «Non ci fermeranno» . Il live.

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Sono arrivati da tutta Italia per riempire piazza San Giovanni. Un milione, secondo la Cgil, i partecipanti alla manifestazione convocata dal sindacato per sfidare il governo su Jobs Act e legge di Stabilità (rileggi il liveblogging). Una chiamata alle armi, quella di Susanna Camusso, che ha finito per acuire ancor più lo scontro all'interno del Partito democratico, vista la massiccia adesione al corteo che si è snodato per le vie della Capitale di diversi esponenti della minoranza dem, da Gianni Cuperlo a Pippo Civati, da Stefano Fassina a Guglielmo Epifani.
CAMUSSO: «PRONTI ALLO SCIPOPERO GENERALE». Un evento che è servito a rilanciare i bellicosi propositi del sindacato, con l'ipotesi di uno sciopero generale sempre più concreta. Proprio nelle ore in cui, da Firenze, Matteo Renzi ha fatto spallucce, ribadendo la sua volontà di tirare dritto malgrado i malumori della piazza e quella che lui stesso ha definito «una manifestazione politica».
«SIAMO QUI PER DIFENDERE IL LAVORO». La Cgil, ha tuonato dal palco Camusso, è pronta a utilizzare «tutte le forme necessarie» a sostegno delle proprie richieste, compreso lo sciopero generale. «Continueremo la nostra iniziativa», ha spiegato la leader sindacale, per la quale «la giornata di oggi non è solo una fermata. «Non difendiamo solo chi le tutele le ha già», ha proseguito Camusso, «ma chiediamo che quelle esistenti siano estese a tutti». E ancora: «Questa piazza è di chi ama il lavoro, perché senza lavoro non si cambia, ma si arretra. È la piazza del lavoro che rivendica risposte. Nessuno in buona fede può dire che togliere l'articolo 18, demansionare i lavoratori e mettere le telecamere in azienda fa crescere il lavoro».
LANDINI: «IL PAESE NON STA COL GOVERNO». A far sentire la sua voce, pur se a margine della sfilata e non dal palco, anche il leader della Fiom, Maurizio Landini: «È una manifestazione, bella, enorme che dimostra che sulle questioni economiche e del lavoro il governo non ha il consenso del Paese e delle persone che per vivere devono lavorare».
IN PIAZZA SLOGAN CONTRO RENZI. In piazza, lavoratori, studenti e pensionati che si sono dati appuntamento in un assolato sabato di ottobre per protestare contro le politiche del governo Renzi. Tanti gli slogan intonati contro il premier: «Renzi pifferaio», «Pd partito di destra», recitavano alcuni cartelli. «Lavoro, dignità, uguaglianza per cambiare l’Italia», era invece il messaggio che sovrastava il palco in piazza san Giovanni.

Sfila la minoranza Pd, Fassina: «Nessuno manifesta contro il governo»

Roma: Susanna Camusso e Stefano Fassina durante la manifestazione della Cgil (25 ottobre 2014).

I dissidenti Pd non sono certo rimasti in disparte. Per Stefano Fassina, questa «non è una manifestazione contro il governo, ma per lo sviluppo e per il lavoro. Spero che ci sia l’attenzione del governo ad ascoltare e a correggere quei due provvedimenti che non aiutano l’economia, il lavoro e nemmeno il governo».
CIVATI: «NON IMITARE B». Pippo Civati, da parte sua, ha confermato il no al Jobs act. «In Direzione ho votato contro, ho solidarizzato con chi al Senato ha votato un sì che in realtà era un no, ora vediamo come andrà a finire». «Ero molto isolato» - ha aggiunto - «forse lo sono di meno da qualche giorno. Spero si possa spiegare al governo e al resto del parlamento che c’è ancora una forza di sinistra che vuole governare il Paese, ma non facendo le cose che Berlusconi voleva fare 10 anni fa».
CUPERLO: «IL GOVERNO ASCOLTI LA PIAZZA». Anche per Cuperlo, «questa piazza va ascoltata. Mi auguro che in parlamento ci siano le condizioni e la volontà per migliorare la delega sul lavoro».
SCONTRO SERRACCHIANI-BINDI. Vivace scambio di vedute a distanza, invece, tra Rosy Bindi e Debora Serracchiani, con la prima a definire «imbarazzante la contro manifestazione della Leopolda» e la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia a difesa della kermesse renziana: «Qui nessuno è imbarazzante o imbarazzato. Questa non è una contro manifestazione ed è normale che il partito di governo incontri gli imprenditori, così come incontra tutti». Uno scontro che ha assunto, via via i toni di una vera e propria escalation, con Bindi a concludere:«Il problema non sono gli esponenti del Pd che sono andati in piazza con la Cgil per ascoltare le persone reali, il problema è che l'intera dirigenza di un partito si riunisce da un'altra parte senza usare il simbolo per discutere di questioni fondamentali. Evidentemente c'è un altro progetto».

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