PROTESTA 25 Ottobre Ott 2014 0845 25 ottobre 2014

Cgil, manifestazione nazionale a Roma contro il governo

Un milione a San Giovanni per dire no al Jobs act e alla legge di Stabilità. Ft e vd. Dem spaccati. A Firenze la seconda giornata della kermesse renziana.

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La piazza della Cgil. Centinaia di migliaia di persone (1 milione di persone secondo le stime diffuse dal sindacato) sabato 25 ottobre sono scese nelle strade e nelle piazze di Roma per dire no al Jobs act, a partire dalle modifiche all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e chiedere cambiamenti al ddl Stabilità.
La tradizione è stata rispettata: un corteo è partito da piazza della Repubblica e uno da piazzale dei Partigiani (Ostiense) per confluire poi a piazza san Giovanni dietro lo striscione «Lavoro, dignità, uguaglianza per cambiare l'Italia».

PD SPACCATO. Nei cortei a fianco di lavoratori, disoccupati, precari, pensionati e studenti è prevista la partecipazione di esponenti della minoranza del Partito democratico come Gianni Cuperlo, Pippo Civati (che ha chiesto espressamente a Pier Luigi Bersani, «vieni anche tu») e Stefano Fassina mentre nelle stesse ore la maggioranza è riunita nella quinta edizione della Leopolda a Firenze col presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

Dal fronte delle imprese, il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, ha teso la mano amica e sulla manifestazione e non ha espresso giudizi: «Se la Cgil ha assunto questa decisione lo ha fatto per ragioni sue e noi non esprimiamo giudizi. Questo, però, non è il momento degli scontri. Sarebbe il momento di unire le forze».
RICHIESTA DI COLLABORAZIONE. Sulla stessa linea i Giovani di Confindustria che hanno chiesto alla Cgil di collaborare con le imprese per difendere il lavoro piuttosto che scendere in piazza per difendere le ideologie.
Da parte sua la leader Susanna Camusso si è mostrata scettica sul richiamo all'unione da parte di Confindustria: «strano appello. Siamo alle prese con imprese che licenziano e ristrutturano e non si fanno carico dell'occupazione nel Paese».

IL SUCCESSO DEL 2002. Facendo raffronti con il passato, dalla Cgil hanno ribadito che non sono possibili confronti con la manifestazione del 2002 al Circo Massimo per la difesa dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (premier era Silvio Berlusconi), ma il ricordo di quel successo di partecipazione non potrà non tornare in mente a chi era presente (i cortei partirono prima del tempo perché le piazze del concentramento erano troppo affollate).
Susanna Camusso ha scritto agli iscritti al sindacato per invitarli a partecipare e al momento le prenotazioni sono moltissime (2.500 pullman e 10 treni speciali oltre a una nave e due voli charter dalla Sardegna per circa 150 mila persone organizzate escluso il Lazio).
IN PIAZZA ANCHE LA FIOM. «Sarà una grandissima manifestazione», ha affermato il 24 ottobre il leader Fiom, Maurizio Landini. «Abbiamo segnali che in alcune regioni non bastino i pullman. Non c'è consenso alle scelte che sta facendo il Governo. È solo l'inizio della mobilitazione che arriverà fino allo sciopero generale».

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13.45- SQUINZI: «LO SCIOPERO NON É UNA SOLUZIONE». «Non credo francamente che in questo momento di grave crisi manifestazioni o scioperi siano la migliore delle soluzioni». Così il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, dal palco dei giovani imprenditori, aggiungendo che «tutti siamo convinti che la questione cruciale sia far ripartire il lavoro e la domanda interna».

«13.39 - CAMUSSO: «CONTINUEREMO ANCHE CON LO SCIOPERO». «La giornata di oggi (25 ottobre, ndr) non è solo una fermata. La Cgil è pronta a continuare la sua protesta per cambiare il Jobs act e la politica di questo governo anche con lo sciopero generale».

13.30 - DAMIANO: «ASCOLTARE LA PIAZZA». «È una piazza bellissima, bisogna ascoltare cosa dice, per me è naturale esserci. La sinistra è qui», ha detto il deputato Pd Cesare Damiano a margine della manifestazione della Cgil.
«Il Pd ha raccolto il 40%, mi ricorda la vecchia Dc, deve abituarsi al pluralismo interno, occorre apprezzare il valore della dialettica per poi arrivare ad una sintesi» ha aggiunto l'esponente dem.

13.15 - PER LA CGIL 1 MILIONE IN PIAZZA. Alla manifestazione della Cgil in piazza San Giovanni a Roma partecipa 1 milione di persone. La stima arriva da fonti dell'organizzazione.
Inoltre non smette di affluire nella piazza il 'popolo' del sindacato che manifesta contro le politiche del governo Renzi.
Dal palco si susseguono gli interventi in attesa che prenda la parola Camusso: tantissimi gli striscioni della Fiom, ma anche della lista Tsipras.

13.10 - LANDINI MINACCIA LO SCIOPERO GENERALE. «La maggioranza delle persone che in Italia devono lavorare non sono d'accordo con questo governo», ha detto il segretario della Fiom Maurizio Landini da Roma. «L'esecutivo deve decidere se fare riforme con chi lavora o contro chi lavora». Quindi ha minacciato di arrivare allo «sciopero generale» e di «andare oltre», senza escludere alcun provvedimento.
«Non siamo solo qui a protestare, ma proproniamo un altro modo per uscire dalla crisi», ha spiegato Landini.

13.00 - POLEMICHE DI D'ATTORRE. «Qui c'è una parte imprescindibile della sinistra, il Pd senza queste persone, senza questa piazza, non è più il Pd. Questa è una manifestazione contro alcuni errori che Renzi sta facendo, Renzi rischia di sprecare il grande risultato del 25 maggio del quale porta il merito. Questa piazza può riportare il Pd sulla retta via». Così il deputato dem Alfredo D'Attorre a margine della manifestazione della Cgil.

Una fase della manifestazione di Roma (©Ansa).

12.45 - SILENZIO PER I MORTI SUL LAVORO. «Chiedo un minuto di silenzio per tutti coloro che sono morti sul lavoro». A parlare e infiammare piazza San Giovanni un lavoratore della metropolitana di Napoli. In dialetto e tra gli applausi dei manifestanti della Cgil ha detto: «Ci saremo se sarà sciopero generale. Lavoro da quando avevo 14 anni e la Cgil già c'era. Dobbiamo essere uniti».
I manifestanti hanno rispettato il minuto di silenzio, a cui è seguito un lungo applauso.

12.30 - «80 EURO? BARATTO DIRITTI-SOLDI». Ha gridato dal palco di piazza San Giovanni «io gli 80 euro non li voglio perché non si barattano i diritti con il denaro» e ha infiammato la piazza della Cgil a Roma una giovane che ha parlato della sua situazione lavorativa.
Intanto continuano ad arrivare i manifestanti rimasti indietro. Tra i manifesti, «Mattè lascia stà i gelati e pensa a lavorà»; «Matteo, meno destra più sinistra» e «Matteo perché non ti licenzi con giusta causa?». Un altro manifestante tiene un gran paio di forbici di cartone con la scritta «Jobs Zact».

L'abbraccio tra Camusso e Stefano Fassina, deputato Pd (©Ansa).

12.00 - FASSINA: «RENZI VA A DESTRA». «Il Pd ha voluto cambiare governo per 'cambiare verso'. Renzi avrebbe potuto utilizzare meglio il semestre di presidenza italiana in questo quadro di deflazione generalizzata, drammatico per l'occupazione», ha detto Stefano Fassina, in piazza con la Cgil. E sul premier ha aggiunto: «Il segretario ha scelto di rompere con il nostro programma».
Inoltre, secondo Fassina, in Europa Renzi «ha girato a vuoto, ha cercato piccoli spazi di flessibilità e non ha fatto l'operazione verità sulla insostenibilità dell'euro nel quadro del mercantilismo liberista».
Per il deputato del Pd, però, considerare la manifestazione un attacco a Renzi è «una lettura sbagliata»: «È una mobilitazione per correggere Jobs act e legge di stabilità». E al premier ha detto: «Avrei voluto che avesse organizzato una manifestazione di tutto il partito, un'assemblea dei circoli al posto della kermesse fiorentina».

11.45 - IN CORTEO UNA BANDIERA PD. Tra le bandiere sindacali, quelle di Rifondazione e di Sel appare, praticamente isolata tra le migliaia di persone, una bandiera del Pd. A portarla una donna di Firenze, che però afferma di «non amare Renzi».
«Avevo questa, quella dell'Ulivo e quella dei Ds», afferma Carla, sui 60 anni, «e ho portato questa». A suo avviso comunque «un 75% del Pd è ancora Ds»: «Vengo da Firenze ma Renzi non mi è mai piaciuto neanche come sindaco o presidente della Provincia». Molti la guardano incuriosita.

11.40 - SCIOPERO IL 14 NOVEMBRE. Blitz in mattinata al Colosseo dove un grande striscione è stato esposto sulle impalcature dell'Anfiteatro Flavio durante il corteo della Cgil: «14 novembre è tempo di sciopero totale generale», recita il manifesto dei movimenti e degli studenti della Rete sociale di Roma.

Lo striscione per lo sciopero a novembre apparso al Colosseo (©Ansa).

11.20 - PIAZZA SAN GIOVANNI PIENA. «Siamo tantissimi, la piazza è piena ma la coda del corteo è ancora alla stazione Termini». Così dal palco di piazza San Giovanni una delle organizzatrici della manifestazione nazionale della Cgil.
La piazza è in effetti già molto piena di manifestanti con un vero e proprio 'tappeto' di bandiere del sindacato e centinaia di grandi palloncini rossi sono in volo sopra le teste, ai piedi della Basilica. La folla partita da Termini sta arrivando da via Emanuele Filiberto, che, vista da Porta San Giovanni, è un unico fiume rosso. In piazza un grande cartello con lo slogan 'Conservatori di coraggio'.

10.55 - GLI STUDENTI: «VOGLIAMO UN LAVORO DA CHAMPIONS». Al grido di «ma quale lavoratori di serie B, tutti in Champions», è partito da Piazzale Aldo Moro il corteo degli studenti diretto alla stazione Termini dove si unirà alla manifestazione nazionale della Cgil contro il Jobs act.
In testa ragazzi con maglie delle squadre di calcio e un grosso striscione: «La generazione senza diritti entra in scena. Jobs act non servi».
«Vogliamo diritti reali per tutti noi», spiegano alcuni studenti, «diciamo no alla precarietà, chiediamo diritto allo studio e reddito per tutti. Renzi dice bugie perché non fa nulla per la nostra generazione».

Studenti per le strade di Roma per protestare contro la riforma del lavoro (©Ansa).

10.50 - IN PIAZZA PENSIONATI E IMMIGRATI. Sono tantissimi gli immigrati che stanno partecipando alla manifestazione della Cgil contro il governo a Roma. Tra loro un gruppo di lavoratori indiani che indossano il turbante e che lavorano nelle fabbriche emiliane.
«Parliamo male l'italiano», spiega uno di loro, «ma partecipiamo alle assemblee e le riforme che vuole fare questo governo non ci piacciono».
A sfilare ci sono anche molti pensionati che hanno una pettorina con su scritto «Padri e nonni» per gli uomini e «Madri e nonne» per le donne. E sono anche numerose le famiglie che hanno deciso di sfilare in corteo con i propri figli, che si stanno divertendo a portare i palloncini rossi della Cgil.
La testa del secondo corteo è arrivata in piazza San Giovanni, ma sono tanti quelli che si trovano ancora a piazzale dei Partigiani.

10.45 - COLONNA SONORA: CAPAREZZA E CONTESSA. Le canzoni di protesta del passato e del presente si fondono al corteo della Cgil che sta sfilando a Roma.
I giovani intonano le dure e sarcastiche invettive di Caparezza (come Non siete Stato voi e Non me lo posso permettere). Ma tutti in coro cantano a gran voce Contessa di Paolo Pietrangeli. Anche i Modena City Ramblers con Bella ciao e I cento passi sono stati più volte suonati al corteo.

10.40 A ROMA CIVATI E CUPERLO. Gianni Cuperlo e Pippo Civati sono tra i parlamentari Pd presenti al corteo della Cgil. I due deputati dem, come concordato anche con altri loro colleghi, hanno scelto di iniziare il corteo dietro lo striscione dei poligrafici de L'Unità.
Diversi anche i consiglieri regionali democrat presenti ad un corteo dove, sporadicamente, è comparsa anche qualche bandiera del Pd. Anche se c'è chi non ha gradito la presenza della minoranza dem: «Fuori da questo corteo i parlamentari Pd che voteranno il Jobs act» recitava un cartello esposto nel corteo.
«Il governo ascolti la voce della protesta», è stato l'appello lanciato a Renzi da Cuperlo. Che ha precisato di non essere in piazza «per gufare il governo», piuttosto per «essere al fianco dei lavoratori non solo quelli che guadagnano 2 6mila euro, ma anche quelli che non riescono ad arrivare a 8mila euro annui, e a tutte le persone che percepiscono una pensione minima».

Un manifestante sfila nella Capitale contro le riforme di Renzi (©Ansa).

10.35 - LANDINI: «IL GOVERNO NON HA CONSENSO». La manifestazione della Cgil è «bella, enorme, e dimostra che sulle questioni sociali, economiche e del lavoro il governo non ha il consenso del Paese e delle persone che per vivere devono lavorare o stanno cercando di lavorare». Lo ha detto il segretario generale della Fiom Maurizio Landini aggiungendo che «il governo deve fare i conti con questo».

10.30 - IN PIAZZA I «GUFI FELICI». Ci sono anche i «Gufi felici» in piazza contro le riforme del governo Renzi, con tanto di striscione tra le bandiere della Cgil che ironizza su come il premier definisce gli scettici alle sue azioni politiche.
Qualcuno è più tagliente: «Renzi come Berlusconi è con i padroni». Altri sono scesi in piazza camuffati da prodotti alimentari genuini.
Una delegazione di Vibo Valentia ha portato in strada dei grandi 'Giganti' di cartapesta, che rappresentano un 'moro' e una nobildonna italiana. «Un messaggio di integrazione» spiegano i ragazzi tra i tamburi. Davanti a loro il collettivo di immigrati 'Via dal Campo', composto da lavoratori d'origine africana.

Giovani nel corteo della Cgil a Roma (©Ansa).

10.25 - «GIÙ LE MANI DALL'ART. 18». Nel corteo è apparso lo striscione con su scritto «Lavoro, dignità e uguaglianza per cambiare».
In mezzo alle decine di migliaia di bandiere che sventolano c'è anche un gruppo di lavoratori che tiene in mano un immenso lenzuolo bianco che reca la scritta «Articolo 18 giù le mani».
Tra i manifestanti anche Samuela Meci, della Filt Ravenna, che si è messa una corona di rose rosse sulla testa, riprendendo i colori del sindacato: «Chiediamo la tutela del lavoro e dei lavoratori, e siamo qui per testimoniare tutte le falsità messe in giro dal governo Renzi».

10.15 - COFFERATI RICORDA IL 2002. La partenza in anticipo della manifestazione della Cgil a Roma è «un ottimo segno» per l'ex segretario Cgil Sergio Cofferati.
«Quando c'è tanta gente», ha detto sfilando per le vie di Roma verso San Giovanni, «il corteo parte prima, è inevitabile. È una bellissima manifestazione, con tanta gente, con lo spirito giusto, senza esasperazione».
Nel 2002 nella manifestazione contro le modifiche all'articolo 18 della Cgil, quando Cofferati era segretario generale, i cortei partirono in anticipo per la quantità di persone nelle piazze ed al Circo Massimo confluirono, secondo il sindacato, 3 milioni di persone.

10.10 - VENDOLA: «SONO UN OPPOSITORE DI RENZI». Il leader di Sinistra ecologia e libertà sfida Renzi e i suoi fedelissimi del Pd.
«È difficile essere solidali con la battaglia importantissima della Cgil e votare lo Sblocca Italia, il Jobs act, la manovra finanziaria. Questa trilogia di atti che servono ad archiviare definitivamente il significato della parola sinistra», è stata la tesi del governatore della Puglia ai microfoni del GrRai commentando la manifestazione di Roma e la presenza di alcuni esponenti del Pd in piazza.
«Io sono un oppositore di Renzi. Capisco che questa è un'epoca di cortigianeria. Ma io almeno questo lo rivendico. Di non portare mai la mia storia sul carro dei vincitori», ha continuato Vendola che ha confermato la sua presenza in piazza al fianco del sindacato di Camusso.

Un cartello contro Renzi nel corteo della Cgil (©Ansa).

10.05 - CARTELLI CONTRO RENZI. Tra le bandiere del sindacato e dei partiti al corteo Cgil di Roma, spuntano cartelli, realizzati dai singoli manifestanti, contro il premier Renzi.
«Renzusconi io son io e voi non siete un c...», è quanto si legge sul cartello di un anziano. «Grazie Renzi per lo 'sbocco' lavorativo», si legge sullo striscione di due ragazzi, che rappresenta un uomo che vomita. «La legge di stabilità di Renzi taglia 100 milioni dal fondo di non autosufficienza, questa è pura meschinità», il messaggio di un altro cartello.

10.00 - VIA AL CORTEO. Al suono di fischietti e di cori contro il governo è partito poco fa da piazzale dei Partigiani uno dei due cortei della Cgil che confluirà in Piazza S.Giovanni. Sventolano numerose le bandiere del sindacato confederale e cartelli nei quali i manifestanti chiedono lavoro e diritti.

Il segretario della Cgil, Susanna Camusso (©Ansa).

9.30 - LA CGIL PROMETTE NUOVE MOBILITAZIONI. La Cgil è pronta a utilizzare «tutte le forme necessarie» a sostegno delle proprie richieste, compreso lo sciopero generale. Lo ha detto il segretario generale Susanna Camusso nel corso della manifestazione della Cigl. «Continueremo la nostra iniziativa», ha detto rispondendo a una domanda, «con tutte le forme necessarie».

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