Serra 141025152355
REPORTAGE 25 Ottobre Ott 2014 1944 25 ottobre 2014

Leopolda 5, edizione di governo

Il popolo degli habitué un po' deluso. Voleva più rottamazione. Lettera43.it alla kermesse. Il premier: «Due mandati e basta». Foto. Manifesti. Gadget. Ospiti.

  • ...

da Firenze

Non c'è dubbio: l'edizione 2014 è una Leopolda di governo. Meno spumeggiante, ma comunque efficace. Almeno mediaticamente (#leopolda5 si è imposto nei trending topic di Twitter).
Poche chiacchiere, gambe sotto i tavoli di lavoro (100, metà la mattina del 25 ottobre e metà il pomeriggio), teste sui fogli e correre. Anzi, «horrere», come dice Matteo. Perché a Firenze lo chiamano solo per nome. «Mi raccomando», ripete il premier, «tutti i tavoli producano i documenti finali».
LEOPOLDIANI INSODDISFATTI. Tanti i parlamentari e i ministri presenti (guarda la gallery degli ospiti). Ma la pattuglia più nutrita è quella dei leopoldiani, il popolo che è nato, cresciuto nella vecchia stazione di Porta al Prato.
Loro sono qui anche se, in molti casi, hanno qualcosa da rimproverare al segretario. «No, no. Io lo devo proprio cazziare», dice a Lettera43.it Marilena, che è arrivata da Napoli come tutti gli anni, e soltanto 12 mesi fa sperava in qualcosa di diverso per il suo partito, il Pd (a proposito, di bandiere non se ne sono viste) e per il governo. Immaginava un maggiore cambiamento. Una più forte spinta rottamatrice. E che l'esecutivo attuasse le idee discusse negli ultimi cinque anni. E, invece, a suo dire, nulla. O quasi (leggi i post-it lasciati in bacheca).
RENZI: «AL MASSIMO DUE MANDATI». L'ex sindaco di Firenze però tira dritto. E scandisce, in puro spirito leopoldiano: «Io al massimo faccio due mandati. Al massimo arrivo al 2023». Poi insiste sul lavoro: «Qui ci sono testimonianze di chi ha creato posti e vuole ragionare dell'Italia che non si arrende». E sulla lotta alla corruzione e all'evasione.

Il mantra è sempre quello: never give up, non darsi per vinti, come commenta Oscar Farinetti, patron di Eataly arrivato a Firenze in serata.
Eppure il popolo leopoldiano si sente un po' messo da parte, in questa edizione governativa.
LE NEW ENTRY... Più entusiasmo si respira invece tra i parlamentari, soprattutto quelli che alla Leopolda non ci avevano mai messo piede.
Come i Giovani turchi Giuditta Pini e Laura Coccia, gli ex Sel e neo Pd, Gennaro Migliore e Ferdinando Aiello (ma la lista è più folta), l'ex Scelta civica Andrea Romano, che aveva sfiorato il renzismo emergente nel 2009, convergendo poi su altri fronti, e la lettianissima Anna Ascani.
...E GLI HABITUÉ. Clima da ritorno a casa, invece, per quelli che della convention sono habitué come Ernesto Carbone, che fa la spola dal suo albergo in sella a una fiammante Graziella, la bicicletta cult degli Anni 80; il deputato e responsabile Giustizia del Pd, David Ermini, che lascia un videomessaggio alle telecamere dell'organizzazione come un qualsiasi partecipante; e l'europarlamentare più votata d'Italia, Simona Bonafè, che ha stretto mani e abbracciato i vecchi amici. Anche i renziani «critici» sono presenti alla Leopolda. E sono i più ricercati. Matteo Richetti non riesce a fare due passi in fila senza essere fermato per ricevere abbracci, baci e pacche sulle spalle.
UN OCCHIO A ROMA. Un po' tutti chiedono notizie della piazza di Roma. «Quanti sono?» e «chi c'è del Pd?» sono le domande più frequenti. E c'è anche una deputata di AreaDem che racconta un aneddoto sull'organizzazione della manifestazione della Cgil di cui è rimasta amareggiata: «Qualche giorno fa, entrando al ministero dell'Economia ho trovato appeso un manifesto enorme che invitava a partecipare tutti alla manifestazione. L'ho trovato di cattivo gusto...».
E poi ci sono i ministri (e aspiranti tali come Marina Sereni data in pole position per gli Esteri). Da Dario Franceschini a Marianna Madia, da Graziano Delrio a Roberta Pinotti che dialogano senza filtri e allo stesso tavolo con i cittadini, dando conto del loro operato e prendendo appunti sugli immancabili iPad.

Serra innesca la polemica

Il finanziere Davide Serra.

Senza contare i finanzieri supporter come David Serra che con la sua proposta di inasprire il Jobs Act ha scatenato non solo le polemiche ma anche la rabbia dei sindacati. «Al presidente del Consiglio», risponde a distanza la leader Cgil Susanna Camusso, «vorrei dire che la Leopolda ospita il finanziere Serra, che si permette di dire che bisogna intervenire sul diritto di sciopero perché è un costo. Sappia il finanziere che aspettiamo ancora che il mondo della finanza ci dica cosa vuol fare per fare tornare il mondo un mondo normale, e sappia che quel costo non è dei finanzieri ma dei lavoratori che rivendicano i loro diritti».
FARINETTI: «ORA SERVE MODERAZIONE». Ma anche un renziano della prima ora come Farinetti critica l'uscita del finanziere. Le sue dichiarazioni su «limitare il diritto di sciopero nel settore pubblico, in un momento come questo, con la gente in piazza, non so... Forse è meglio non dire cose che possono scatenare reazioni, bisogna star tranquilli. Conta la moderazione adesso», ha detto il patron di Eataly. «Inoltre», ha aggiunto, «credo che questo tema non sia una cosa così importante. Ci sono cose ben più grosse di cui discutere».
IL GIGLIO MAGICO. Polemiche e guerre in diretta tivù a parte - come quella inscenata da Debora Serracchiani e Rosy Bindi - non c'è Leopolda che si rispetti senza i renziani del Giglio magico. Il sottosegretario multitasking Luca Lotti, il tesoriere del Pd, Francesco Bonifazi, e la padrona di casa, la più gettonata per selfie e interviste, Maria Elena Boschi, che ha ceduto palco e microfono ai deputati Lorenza Bonaccorsi, Silvia Fregolent, Luigi Famiglietti ed Edoardo Fanucci, conservando comunque la leadership della Leopolda. Niente scarpe tigrate quest'anno, mise casual ma molto sobria e sorriso a tutta bocca.
Non sarà divertente e stimolante come le precedenti, ma la Leopolda, seppur di governo, catalizza comunque l'attenzione. E se non ci sono le bandiere del partito, Amen. Anche quest'anno.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso