POLITICA 25 Ottobre Ott 2014 1115 25 ottobre 2014

Leopolda, la seconda giornata della kermesse di Renzi

Riprendono i lavori. I gadget. I manifesti. Bindi: «Imbarazzante». Foto e video.

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Da una parte la Leopolda. Dall'altra la manifestazione della Cgil, affiancata dalla minoranza del Partito democratico.
È questa la spaccatura vissuta sabato 25 ottobre dalla sinistra. Con «l'Italia che non si arrende e si rimette in moto, che crea speranza e posti di lavoro», secondo le parole del premier Matteo Renzi, a Firenze e il popolo che difende l'articolo 18 a Roma in piazza contro le riforme del governo.
PREMIER A FIRENZE. Mentre nella Capitale è sfilata la rabbia di chi contesta le scelte dell'esecutivo soprattutto in materia del lavoro, nel capoluogo toscano l'ex rottamatore ha aperto il secondo giorno di lavoro della kermesse arrivata alla sua quinta edizione.
CRITICHE DI BINDI. A evidenziare lo scontro interno del Pd, oltre alla partecipazione da parte dei dem Gianni Cuperlo e Pippo Civati alla manifestazione di Roma, l'affondo di Rosy Bindi, che ha definito «imbarazzante» la Leopolda: «Spero che Renzi ascolti la piazza», ha detto l'ex presidente del Pd scesa in piazza con il sindacato guidato da Susanna Camusso.
«Alla Leopolda va in scena l'Italia dei nuovi vincenti, quella anche un po' rampante con un giovanilismo di maniera e un'invocazione del futuro che è molto ricca di passato», l'opinione del leader di Sinistra ecologia e libertà Nichi Vendola.
RISPETTO PER CHI È A ROMA. Immediata, però, la replica da Firenze. «A chi manifesta con la Cgil va il nostro applauso e il nostro saluto», ha detto Silvia Fregolent, uno dei quattro parlamentari che 'dirigono' i lavori, «la sinistra si mobilita in molti modi, sia qua sia in piazza, si chiede una importante riforma del lavoro e il jobs act serve farlo ripartire».
SELFIE CON BOSCHI. Sulla stessa linea anche il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi. «Rispettiamo la piazza: sono contenta che stia andando molto bene anche la manifestazione a Roma», ha detto la rappresentante del governo che non ha negato a nessuno un selfie. «Noi qui rispondiamo con il lavoro dei gruppi stiamo sui temi, stiamo dialogando direttamente con i cittadini».
Poi ha smentito lo «scontro» con chi ha scelto la piazza a Roma, precisando che a Firenze «non c'è nessuno né di imbarazzante né in imbarazzo», ma «persone che si parlando e si confrontano».

I lavori della Leopolda sabato 25 ottobre (©Ansa).

RENZI SUL PALCO. Intanto ha destato sorpresa la presenza sul palco della Leopolda da parte del presidente del Consiglio, perché nei programma il leader del Pd avrebbe dovuto restare nel back stage, ma alla fine non ha resistito alla voglia di coordinare i 100 tavoli tematici (una cinquantina nella mattinata e altrettanti nel pomeriggio) che animano l'iniziativa (presenti, tra gli altri, Debora Serracchiani, Davide Faraone, Matteo Richetti e Davide Serra che ha proposto di limitare il diritto di sciopero nel settore pubblico e annunciato di voler prendere la tessera del Pd): «La nostra vittoria sarà cambiare questa Italia», è stato il messaggio del premier.
Matteo Renzi ha poi scritto in un tweet che è necessario combattere corruzione ed evasione per creare posti di lavoro.


INDICAZIONI SUI LAVORI. Così, seduto sul palco, Renzi ha presentato i vari coordinatori e ha dato qua e là indicazioni.
«Ci servono», ha chiesto per esempio al gruppo che discute di made in Italy, «linee concrete e puntuali di richieste che il governo possa portare avanti. Spero che usciate dalla riunione con una mezza paginetta di proposte». Oppure, rivolgendosi a un altro tavolo ha detto: «Sulla spending review serve confronto serio su quello che abbiamo già iniziato a fare».
Alla fine del pomeriggio del 25 ottobre Matteo Renzi ha espresso con un tweet il suo entusiasmo per la partecpiazione alla convention.

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