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POLITICA 26 Ottobre Ott 2014 1130 26 ottobre 2014

Leopolda, la terza giornata della kermesse di Renzi

Il premier contro Cgil e Bindi: «Il posto fisso non c'è più. La vecchia classe dirigente non si riprenderà il Pd». La replica di Camusso: «Non ha argomenti».

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Matteo Renzi.

Contro la Cgil, che non ha capito che il precariato non si batte coi cortei, e contro la vecchia classe dirigente che non si riprenderà il partito. È un Matteo Renzi di lotta e di governo, quello che ha parlato dal palco della Leopolda numero 5.
Dopo la manifestazione del sindacato, il terzo e ultimo giorno della kermesse renziana ha segnato la divisione interna al Partito democratico.
RENZI: «AL GOVERNO NON PER OCCUPARE SEDIA». «Questa è la Leopolda, il luogo è lo stesso ma noi siamo al governo, io, noi, e se siamo al governo non è per occupare una sedia o scaldare il posto o per mantenerci al governo o consolidare noi stessi, ci tocca cambiare il paese, perché quella bicicletta ce la siamo andati a prendere, ora è arrivato il momento di prenderci terribilmente sul serio», ha detto il premier Renzi intervenendo in casa. Un'occasione per difendere la linea dell'esecutivo e anche la segreteria del partito. Per difendere il progetto Renzi.
«ABBIAMO DISEGNO». «Ci raccontano che facciamo le cose un pò per caso, come pezzetti di puzzle messi qua e là. Noi, invece, non solo abbiamo un disegno organico, ma partiamo dal fatto che il mondo è interconnesso, un gran casino e che l'Italia ha un futuro se cambia sé stessa ma deve liberarsi di alcune paure», ha spiegato il premier di fronte a una folla gremita.
Il segretario del Partito democratico ha ribadito che «la politica estera è una cosa seria, se si investe nella politica estera dell'Europa è per restituire dignità e orgoglio alla politica».
«SINISTRA SI FA CARICO DI CHI PERDE LAVORO». Sulla questione occupazione ha detto: «Di fronte al mondo che cambia a questa velocità, puoi discutere quanto vuoi ma il posto fisso non c'è più. Siccome è cambiato tutto, la monogamia aziendale è in crisi, un partito di sinistra che fa: un dibattito ideologico sulla coperta di Linus o chi perde il posto di lavoro trova uno Stato che si prende carico di lui?».
Poi il premier si è rivolto direttamente a Susanna Camusso: «A chi va in piazza a manifestare dico, con il rispetto che si deve, che questa storia qui in Europa la porta avanti solo l'Italia, l'idea di cambiare il modo di percepire l'Europa, è del Pd».
RENZI: «NON IMPICCHIAMOCI SU 0,». Poi il premier ha spiegato il suo rapporto con Bruxelles: «In Europa per me è una battaglia tutte le volte ma non perché mi metto a litigare sullo zero virgola. Nessuno in Europa è cosi stupido da impiccare un paese ad una virgola ma c'è un atteggiamento, paradossalmente portato da alcuni italiani, per cui l'Italia non solo è un problema».
PREMIER: «EX CLASSE DIRIGENTE NON SI RIPRENDERÀ PD». Infine una stilettata ai critici dell'evento: « C'è chi si imbarazza perché dopo 25 anni uno riesce a mettere insieme le persone che parlano di politica. A chi ha detto che la Leopolda è imbarazzante diciamo che non consentiremo a quella classe dirigente di riprendersi il Pd».
«AFFETTUOSO SALUTO A NAPOLITANO». Infine il premier ha concluso con una richiesta alla platea: «Vorrei che arrivasse un grande affettuoso saluto a Giorgio Napolitano. Viviamo un tempo delicato in cui ci sono straordinarie espressioni di bella politica. Vorrei citare una persona, che in questi mesi ho imparato a conoscere meglio dal punto di vista personale, il Capo dello Stato».

Poletti: «Cuore Jobs act non si tocca»

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.

Partendo invece dalle critiche arrivate dal corteo del 25 ottobre è arrivata la replica del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che ha spiegato come «il cuore del Jobs act, ovvero il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, è per noi il perno e resta assolutamente valido e con esso gli altri punti della legge delega che trovano conferma nelle risorse della finanziaria».
MANIFESTAZIONE LAVORATORI AST. Nelle prime ore della mattina del 26 ottobre intanto un gruppo di lavoratori dell'Ast di Terni ha manifestato davanti alla stazione Leopolda.
I lavoratori sono arrivati con un pullman e alcuni mezzi privati.
PREMIER INCONTRA CORTEO. Il premier Matteo Renzi ha incontrato i lavoratori della Ast di Terni giunti alla Leopolda per chiedere il sostegno del governo alla vertenza aperta dai metalmeccanici per impedire la chiusura della ThyssenKrupp nella città umbra.
All'incontro hanno partecipato anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, quello delle riforme Marianna Madia, il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo e il vicepresidente della Camera, Marina Sereni, che è una deputata umbra
DELEGAZIONE: «IMPEGNO DI RENZI IN PRIMA PERSONA». Dall'incontro sono emersi dati positivi.
Emilio Trotti della Fim Cisl, appena terminato il cui incontro con il premier, ha spiegato che «Renzi ci ha detto che da oggi si impegnerà in prima persona e sarà pronto a riconvocare un tavolo immediato a seconda di come andrà la riunione di mercoledi 29 ottobre».
«Si è posto come uno di noi», ha poi raccontato ai giornalisti. «Gli abbiamo detto», ha spiegato Trotti, «che nell'incontro con l'ad del 29 il ministro Federica Guidi chieda di ritirare questa procedura, in modo che si possa rientrare in fabbrica, perchè la discussione è aperta e ne discuteremo su un nuovo tavolo».
Nel corso della giornata spazio anche per un siparietto con il segretario della Fiom di Firenze Daniele Calosi, che ha denunciato di essere stato escluso dalla scaletta. Replica dello staff: «Solo polemiche, doveva inviare il testo del suo intervento per iscritto»,
LAVORATORI MERIDIANA IN MAGLIA ROSSA. Nell'ultima giornata della convention hanno presenziato anche lavoratori di Meridiana e di Esaote in maglietta rossa, per chiedere attenzione sulle loro vicende.
«La nostra situazione l'abbiamo portata ieri in piazza alla manifestazione della Cgil, e la riproponiamo oggi a questa platea», ha detto Alessandra Scoscini, membro della Rsu Fiom-Cgil di Esaote.
MOGHERINI: «IN EUROPA PER CAMBIARLA». L'obiettivo di Federica Mogherini nella Ue sarà «dimostrare che non solo l'Italia è capace di portare qualcosa di nuovo in Europa, ma che questo qualcosa di nuovo può cambiare l'Europa e renderla migliore».
A dirlo il ministro degli Esteri intervenendo alla Leopolda: «Gli ultimi giorni da ministro, domani e dopodomani li passerò a occuparmi di Siria e di Giordania, ma i primi giorni da Alto rappresentante io li passerò a Bruxelles, perché è lì che bisogna cambiare il modo di funzionare delle nostre istituzioni».
BOSCHI: «ONORE APPROVARE LEGGE CHE DIA GOVERNABILITÀ». Alla Leopolda è intervenuta anche il ministro Maria Elena Boschi: «È un onore per me far parte di una storia, di una comunità di persone normali e semplici, ma appassionate, che stanno cambiando il futuro del Paese come la legge elettorale che dà un vincitore e che garantisce la governabilità a chi vince».

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