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IPSE DIXIT 27 Ottobre Ott 2014 1300 27 ottobre 2014

Grillo e la mafia

«Ha una sua morale». «Non strangola i suoi clienti». Gli scivoloni del leader M5s su Cosa Nostra.

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Beppe Grillo è tornato a scatenare le polemiche. Animatore il 26 ottobre dello Sfiducia day di Palermo contro il governatore Rosario Crocetta, il leader del Movimento 5 stelle ha affermato che la mafia «aveva una sua morale», ma «è stata corrotta dalla finanza».
Poi ha consigliato di «quotarla in Borsa» perché così ci si guadagnerebbe e ha sottolineato come, ora, nelle «organizzazioni criminali ci siano solo magistrati e finanzieri».

E infine l'ex comico ha 'difeso' anche i criminali Totà Riina e Leoluca Bagarella: «Gli hanno impedito di andare da Napolitano ma per proteggerli da lui e non il contrario perché dopo un 41 bis un Napolitano bis è troppo».

Ma non è la prima volta che Beppe Grillo ha fatto discutere per le sue uscite su Cosa Nostra.
A luglio, in occasione dell'insediamento del parlamento europeo, il leader M5s era volato a Strasburgo per inaugurare la nuova legislatura e il semestre di presidenza italiano e a fianco del leader dell'Ukip britannico, Nigel Farage tuonò: «Sono venuto qui a guardare i conti e a dire di non dare più soldi all'Italia, perché scompaiono in tre regioni: Sicilia, Calabria e Campania, dove ci sono la mafia, la 'ndrangheta e la camorra».

Qualche mese prima (era il 29 aprile) Beppe Grillo organizzò un blitz all'assemblea dei soci del Monte dei Paschi di Siena.
«Qui c'è la mafia del capitalismo», dichiarò. «Non in Sicilia. Noi facciamo un po' di casino, così facciamo un po' di trasparenza».

Ma non finisce qui. Nell'aprile 2012, approfittando della presentazione del candidato sindaco del Movimento 5 stelle a Palermo, Riccardo Nuti, Beppe Grillo ha parlato prima della crisi economica e della delegittimazione dei partiti poi della mafia: «La mafia non ha mai strangolato i suoi clienti», affermò. «Si limita a prendere il pizzo. Ma qua vediamo un'altra mafia che strangola la sua vittima».

Nel 2005 Beppe Grillo a fianco di don Ciotti, fondatore dell'associaizone Libera e al magistrato Gian Carlo Caselli, dichiarò che la mafia «non è più la stessa. È stata corrotta dall'interno, dalla finanza e i nuovi clienti sono i commercialisti, direttori di banche, impresari e uomini d'affari. A volte dentro queste associazioni a delinquere non c'è nemmeno un delinquente».

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