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ALLE URNE 28 Ottobre Ott 2014 0828 28 ottobre 2014

Elezioni Tunisia, vincono i laici di Nidaa Tounes

Nidaa Tounes vince sugli islamisti di Ennhadha. Festa per la democrazia.

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Taïeb Baccouche, segretario di Nidaa Tounes.

Svolta laica in Tunisia, culla delle Primavere arabe, dove il partito Nidaa Tounes ha trionfato alle legislative, scavalcando gli islamici di Ennhadha, partito di maggioranza alle scorse elezioni.
Anche i primi risultati parziali ufficiali dell'Isie (Commissione superiore indipendente per le elezioni) hanno confermato la tendenza emersa dagli exit poll tunisini: i laici-secolaristi hanno vinto, tanto che il leader Beji Caji Essebsi ha già ricevuto una telefonata di congratulazioni da parte del capo di Ennhadha, Rached Ghannouchi. Questo episodio elimina ogni dubbio su alcune polemiche circolate ieri su eventuali brogli invocati da esponenti di Ennhadha come motivo per contestare la regolarità delle operazioni elettorali.
VITTORIA PER TUTTO IL PAESE. Anzi, in pieno rispetto delle regole sull'alternanza, il 27 ottobre si è tenuta davanti al quartier generale di Ennhadha una manifestazione per celebrare la vittoria della Tunisia, con Ghannouchi a proclamare: «siamo vittoriosi, stiamo festeggiando per aver portato il Paese a queste elezioni. Stiamo festeggiando la libertà e il successo delle democrazia in Tunisia». Una lezione di democrazia da parte della Tunisia, che sorprende soprattutto coloro che non credevano che il percorso democratico in questo Paese fosse possibile.
GLI INSUCCESSI DI ENNAHDHA. Il dato più eclatante è la notizia del sorpasso dei laici nei confronti degli islamici: tutta la campagna elettorale del resto si era giocata sulla contrapposizione tra i due maggiori partiti del Paese, in una sorta di lotta a distanza, con i due a rivendicare un diverso modello di società: tradizionalista e religioso l'uno, modernista e laico-secolare l'altro.
Una volta al governo Ennahdha ha perso terreno a causa degli insuccessi sul piano economico, dell'insorgere del pericolo terrorismo, dell'uccisione di due deputati della sinistra popolare (Chokri Belaid e Mohamed Brahmi) per mano dei salafiti, che gli sono costati critiche per aver mostrato troppa accondiscendenza nei confronti di questi ultimi, del dilagare della corruzione, del degrado dell'ambiente, a tal punto da costringere gli islamici ad accettare di lasciare il potere, nel settembre 2013, a favore dell'esecutivo tecnico di Mehdi Jomaa.

Molte donne alle urne per invertire la tendenza

Una donna al voto in Tunisia.

Un dato ha caratterizzato il voto: pochi i giovani ai seggi, specie tra coloro che vedono il loro avvenire marcato da precarietà e marginalizzazione, delusi dalla rivoluzione, alcuni addirittura attirati dalle sirene del fanatismo religioso; molte invece le donne: il ruolo di queste ultime probabilmente è stato fondamentale per invertire la tendenza che vedeva gli islamici conservare la loro posizione di primato.
Inoltre l'utilizzo della fede in termini di affermazione politico-identitaria, unito al timore delle donne di perdere i diritti acquisiti, ha contribuito a far sì che alcuni tunisini non si riconoscessero più in questo modo di pensare, e con il voto hanno voluto esprimere la loro volontà di non accettare più la manipolazione della fede a fini politici.
Sembra aver vinto quindi la tendenza riformista e modernista di questo Paese aperto da sempre alle influenze culturali del Mediterraneo. La gente è andata alle urne scegliendo 'il voto utile', slogan elettorale di Nidaa, partito nato nel giugno 2012 per volontà del veterano Essebsi per rimediare all'eccessiva frammentazione delle forze liberali del Paese e creare una forza di centro laica.
ATTESA PER LE NUOVE ALLEANZE. Al di là dei risultati, l'attenzione degli attori politici si concentra ora sulle alleanze del dopo elezioni, necessarie per governare il Paese. Con le elezioni e la formazione del nuovo parlamento, la Tunisia arriva all'ultima fase della transizione democratica, che si concluderà con la votazione del primo presidente della Repubblica tunisina democratica il 23 novembre.

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