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TENSIONE 28 Ottobre Ott 2014 1613 28 ottobre 2014

Jobs act, la minoranza Pd alza la voce

Damiano dice no alla fiducia sulla delega. Civati: «Se vogliono liberarsi di me non è un problema mio».

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Il presidente della commissione Lavoro a Montecitorio, Cesare Damiano.

Clima sempre più teso dentro al Partito democratico, dove la minoranza è tornata a rialzare la voce dopo un weekend di spaccatura netta tra Leopolda e manifestazione della Cgil a Roma.
Pomo della discordia, manco a dirlo, la delega sul lavoro. Nonostante il premier Matteo Renzi sia tornato a escludere la scissione, dalle parti del Nazareno continua a tirare un cattivo vento.
DAMIANO CHIEDE IL DIBATTITO. «Spero che non si metta la fiducia», ha detto il relatore della delega Cesare Damiano a La telefonata su Canale 5. «Il problema è su quale testo si mette la fiducia. Se si mette su un tema che non condivido, si apre un grosso problema».
Damiano ha proseguito: «Ho chiesto a Matteo Renzi di avere fiducia nel dibattito parlamentare. Mi auguro che quel che si è deciso nella direzione del Pd a larga maggioranza sull'articolo 18 faccia parte della legge delega, cioè che i licenziamenti vengano tutelati in modo che sia chiaro che i contenuti di protezione rimangono».
A complicare il quadro le nuove frizioni tra premier e sindacati dopo l'incontro sulla legge di stabilità.
Non è un mistero, infatti, che dentro al partito ci sia un'anima piuttosto sensibile al dialogo con i rappresentanti dei lavoratori.
CIVATI: «NON HO NIENTE DA PERDERE». Così l'ipotesi di una rottura non sembra affatto tramontata. Pippo Civati, per esempio, si è preso un mese di tempo per decidere se lasciare il partito, ma ha spiegato: «Vorrei chiarire una cosa: se voterò contro lo Sblocca Italia e il Jobs act non è perché voglio la scissione, ma perché credo sia giusto non sostenere simili scelte, che fanno pensare al manifesto della destra, quella italiana, quella degli ultimi anni. Se poi qualcuno dopo avere osservato l'indisciplina del disciplinato vorrà liberarsene, sinceramente non è un problema mio. Non ho niente da perdere».
A difendere il lavoro del governo ci ha pensato il responsabile Economia Filippo Taddei: «Da molti anni bisogna mettere il Paese al servizio dei lavoratori. Per questo la legge di Stabilità taglia le tasse per creare lavoro e la legge delega favorisce il lavoro stabile per creare competenze e capitale umano: quello che manca e quello che serve».

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