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INTERVISTA 28 Ottobre Ott 2014 1749 28 ottobre 2014

Nozze gay, Scalfarotto: «Accelerare la legge»

Il modello tedesco è meglio di niente. Per Scalfarotto le «battaglie di principio sono un lusso». Apprezza l'apertura di B. E ad Alfano dice: «Si rassegni».

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da Bruxelles

Al sottosegretario Ivan Scalfarotto la riforma che sta più a cuore è quella della famiglia. «Se la nostra missione strategica come governo è quella di modernizzare il Paese, va bene fare riforme costituzionali, del Fisco, della Pubblica amministrazione e della Giustizia ma bisogna anche cambiare l'istituto familiare», dice a Lettera43.it. «E riconoscere alle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuali (Lgbti) la possibilità di avere una famiglia».
LA SFIDA ITALIANA. Per questo il 28 ottobre a Bruxelles, Scalfarotto ha inziato il suo discorso dicendosi davvero «orgoglioso» di essere gay e di rappresentare il governo italiano alla prima conferenza sui diritti Lgbti che il Consiglio europeo abbia mai ospitato. Il fatto poi che a organizzarla sia stata proprio la presidenza di turno italiana è una sfida ancora più grande, perché «è un'ulteriore conferma che c'è l'impegno a metterci la faccia».
ITALIA FANALINO DI CODA. Ma il rischio di perderla è alto, visto che l'Italia è «l'unico Paese dell'Europa occidentale che non ha una legge per il riconoscimento delle unioni omosessuali», spiega il sottosegretario alle Riforme, «una macchia che non ci possiamo più permettere».
Ci sono infatti ben due sentenze della Corte costituzionale che spingono il parlamento a legiferare sul tema. E ci sono cause davanti alla Corte europea dei Diritti dell'uomo che l'Italia rischia di perdere come è accaduto per le carceri. E ora si aggiungono anche le sentenze di giudici locali e le decisioni di alcuni sindaci che hanno riconosciuto le unioni gay. Perché «stando più a contatto con la gente, cercano di fare qualcosa davanti a tali ingiustizie».
Per questo «bisogna fare subito la legge. È un obbligo giuridico e politico sul quale il premier Renzi ha preso un impegno ben preciso», sottolinea Scalfarotto.

Ivan Scalfarotto, sottosegretario per le Riforme.  

DOMANDA. Per ora siamo ancora solo alle promesse...
RISPOSTA.
Già l'aver annunciato di voler fare una legge è una grande passo avanti. Il fatto che Renzi parli del problema contribuisce ad aprire il dibattito e produce un effetto traino anche a destra.
D. A sinistra rivendicate ancora una sensibilità maggiore sul tema?
R. Il problema è tutto italiano. È chiaro che questi non sono temi di destra o di sinistra. La civiltà dovrebbe essere patrimonio di tutti, non di una parte politica.
D. La destra europea infatti è favorevole.
R.
In Gran Bretagna David Cameron ha introdotto il matrimonio ugualitario, in Germania Angela Merkel è a capo di un Paese dove ci sono le unioni civili, Mariano Rajoy in Spagna ha addirittura il matrimonio. Manchiamo solo noi.
D. Quanto l'apertura di Silvio Berlusconi aiuta Renzi a portare avanti questo progetto di legge?
R. A Berlusconi dico: «Welcome to the club», benvenuto nel club. La destra europea, a parte i neonazisti, quella rispettabile, liberale europea è d'accordo sul tema. Se ora lo è anche quella italiana, non mi scandalizzo, anzi...
D. Seguirete il modello tedesco che proponeva Berlusconi?
R.
È il modello più prudente che c'è in Europa, lo stesso che hanno scelto la Svizzera e la Croazia. Si tratta di unioni equiparabili al matrimonio, e quindi riservate solo alle coppie omosessuali. Sono due istituti simili, quasi identici, c'è solo la differenza del nome. Che però rimane una differenza simbolicamente importante.
D. In che senso?
R.
Diciamo che il non essere due istituti equiparati può essere un compromesso. In un Paese dalla storia come la nostra e dalle mille complessità, rinunciare al simbolo della piena uguaglianza formale, per una uguaglianza almeno sostanziale, può essere una buona soluzione.
D. Per non disturbare il Vaticano?
R.
Papa Francesco è il capo di uno Stato straniero, cerchiamo di fare le cose in casa. Ricordiamoci che qui è in gioco la vita delle persone. Occorre accelerare perché le persone devono vivere. Non possiamo aspettare 30 anni per avere questa legge.
D. Isomma meglio un compromesso...
R.
Sì, non imbracciamo questioni di principio: sono un lusso che non ci possiamo permettere. Facciamo una legge che riconosca i diritti oggi. Perché è oggi che ce n'è bisogno.
D. Il fatto che le unioni civili allo studio del governo siano solo tra omosessuali è una discriminazione al contrario?
R. No. Le persone omosessuali non vogliono una legge sulle convivenze come la chiedono gli eterosessuali. Le unioni civili alla tedesca non sono una soluzione alle convivenze di fatto, ma una soluzione alla discriminazione che impedisce agli omosessuali di sposarsi.
D. Sono due questioni separate quindi?
R.
Sì, da un alto c'è la rimozione di una discriminazione rispetto all'istituto matrimoniale, dall'altro c'è la modernizzazione della famiglia che comprende il divorzio breve, il cognome delle madri ai figli e anche il riconoscimento delle unioni di fatto. Ma le coppie omosessuali stanno lottando per avere le nozze. E siccome alcuni Stati come la Germania, e speriamo presto anche l'Italia, non si sentono di rispondere a questa esigenza con il matrimonio...
D. Rispondono con le unioni civili.
R.
Sì, che è un matrimonio chiamato in un altro modo.
D Quindi è un matrimonio camuffato?
R. In un certo senso sì. Viene riconosciuta la delicatezza dell'uso di quella parola. È la scelta che hanno fatto la Germania e l'Inghilterra. Prima di introdurre il matrimonio ugualitario, Londra ha varato il Civil partnership act che riguardava solo i gay.
D. Una soluzione che piace alla destra europea. E al nuovo centrodestra italiano?
R. No, non è d'accordo. Ma anche il centrodestra si deve rassegnare che modernizzare è doloroso per tutti. Per noi del Pd lo è sui temi del Lavoro, per loro su quelli della famiglia. Ognuno si prenda la sua parte di dolore e si vada avanti.
D. Quando si arriverà a una legge?
R. Renzi ha detto che abbiamo 950 giorni per modernizzare l'Italia. In questo tempo deve passare anche la legge sulle unioni civili, quindi subito dopo la riforma del Senato, Titolo quinto e legge elettorale. Ma non arrocchiamoci su una data.
D. Una volta fatta la legge, sarà il primo a farsi sposare da Renzi?
R. Questo, se permette, lo dirò al mio ragazzo in privato...

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