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CASO POLITICO 28 Ottobre Ott 2014 2227 28 ottobre 2014

Nuovo Def, deficit a 2,6%: le opposizioni chiedono il voto

Padoan: «Uno sforzo notevole». Guerra sul ritorno in Aula: possibile rischio per il governo Renzi.

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L'Aula del Senato.

Dopo le nuove previsioni inviate all'Unione europea, il Documento di economia e finanza (Def) ha cambiato le stime. Con tanto di polemica politica annessa.
La Commissione da Bruxelles ha dato il via libera alla manovra dopo che la correzione del deficit è stata aumentata di 0,3 punti. Con lo 0,06 si arriva a un aggiustamento di quasi 0,4 punti che portano il deficit 2015 al 2,6%.
PADOAN ESULTA. Secondo Pier Carlo Padoan si tratta di «uno sforzo notevole dopo tre anni di recessione». Il ministro del Tesoro ha salutato la decisione del 'falco' Katainen come il preludio di una nuova Europa ora «sulla strada dello sviluppo e della crescita dell'occupazione».
Le opposizioni però sono pronte a dare battaglia. La richiesta è di rivotare in Aula il documento 'aggiornato'.
E siccome contiene una deroga al pareggio di bilancio previsto dalla Costituzione, la pretesa è che sia nuovamente approvato a maggioranza assoluta.
INSIDIA PER RENZI. Il ''vecchio'' Def al Senato è già stato approvato, con un solo voto in più rispetto al quorum richiesto (decisivo il contestatissimo ex grillino Orellana). Così una nuova prova d'Aula potrebbe rappresentare un rischio per il governo Renzi.
Inoltre, il primo effetto pratico è quello di rinviare ancora l'avvio della sessione di bilancio per l'esame della legge di Stabilità.
La scelta delle modalità di voto - se basti cioè la maggioranza semplice o serva la maggioranza assoluta - non trova riferimenti in casi precedenti. Se fosse richiesta una maggioranza qualificata, visto che al Senato il voto è passato per un soffio, il rischio di un voto non sufficiente - motivato da una battaglia politica - avrebbe l'effetto di costringere il governo a riscrivere la manovra.

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