Maria Elena Boschi 141023192523
MAMBO 28 Ottobre Ott 2014 1032 28 ottobre 2014

Pd, la guerra tra vecchi e giovani

Invece di litigare con Bindi & Camusso, il governo agisca. E la sinistra faccia un'opera di revisionismo.

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Maria Elena Boschi.

Non sopporto i «vecchi infastiditi dal successo dei «giovani». E trovo ridicoli quei «giovani» che mettono la propria data di nascita alla storia del mondo.
I TIC DELLA SINISTRA. Nello scontro fra renziani e anti-renziani si stanno confrontando questi due tic di una sinistra balorda come quella italiana. I «vecchi», non solo d'età, basta pensare al buon Fassina, guardano indietro e i «giovani», come Renzi e la fanfaniana Boschi, credono con tronfia allegria di aver scoperto l'acqua calda.
Il confronto fra queste due anime della sinistra, compresa la reciproca criminalizzazione, è uguale ai tanti altri delle precedenti guerre civili a sinistra. Provo personalmente una certa pena per quei miei coetanei del Pd che quando sembravano sulla cresta dell'onda promuovevano le loro Boschi o i loro Orfini, e dicevano, magari con meno enfasi, sul sindacato, sul posto fisso, sugli scioperi le stesse cose che oggi dominano il dibattito della Leopolda.
L'INVENZIONE DELL'ACQUA CALDA. Mi fa altrettanta pena, ma viviamo nel tempo in cui un ministro della Cultura francese si vanta di non leggere libri da due anni, in cui il renzismo crede di aver inventato la fine del posto fisso e scritto l'epilogo della concertazione. Tutta roba che, in parte e in forme diverse, è in auge dall'austro-marxismo. Così come il disprezzo verso gli intellettuali esibito da Renzi ha tanti esempi nel passato spesso di destra e di destra estrema. Insomma non ci sono inventori in giro né, in verità, restauratori perché Camusso & company appaiono più una lobby ferita che i rifondatori di una sinistra dai forti ideali.
INEVITABILITÀ DEL RENZISMO. Al punto in cui sono giunte le cose in Italia, con i ripetuti fallimenti dell'Ulivo e di tutta quella classe dirigente - basta col vittimismo dei complotti, la verità è che non ce l'avete fatta! -, l'approccio «rivoluzionario» di Renzi era ed è inevitabile.
In un'epoca di scarsità di lavoro la discussione sul posto fisso e sull'articolo 18 è davvero una cosa lussuosa. La sinistra ha una grande storia, piena anche di fallimenti e di straordinarie tragedie. Se volesse ripartire avrebbe bisogno di fare al Paese un discorso revisionista molto serio indicando errori ed erranti così per proporre valori e progetti sociali. È l'unico modo per non farsi chiudere nell'angolo da Renzi che descrive tutti ciò che c'è stato prima di lui come Casta, statalismo, dominio sindacale. Senza questa grande operazione culturale a sinistra, che può essere fatta solo da una nuova generazione, il renzismo non avrà limiti.
IL BOOMERANG DELLA CRIMINALIZZAZIONE. Il guaio è che la sinistra preferisce descrivere il premier come il nuovo mostro politico invece di cercare di capire chi è, da dove viene, dove può andare. Faccio un esempio. Sono passati mesi dalle nomine negli Enti e nelle aziende: dal governo nessuno stimolo o ordine è venuto ai nuovi manager. Quindi è tutto fermo!
Ministro Boschi, lei crede che Fanfani sarebbe stato inattivo e avrebbe perso il suo tempo a litigare con le Rosy Bindi dell'epoca sua? Abbiamo ascoltato nei giorni scorsi Oscar Farinetti descrivere un progetto assai affascinante su una Italia de-industrializzata che punta sull'agro-alimentare e sul turismo per diventare prima nel mondo. Ministro Boschi lei non crede che al suo amico Farinetti si debbano delle risposte?
IL TEMPO PERSO DAI SINDACATI. Questo per dire che è arrivato il tempo delle scelte essendo finito quello delle mele. Se Camusso e Landini si ricordassero com'era la vera Cgil potrebbero incalzare Renzi senza chiedere concertazione ma prospettando soluzioni e cercando di imporle anche con scioperi e manifestazioni. Invece abbiamo sentito dal palco della Cgil Camusso perdere minuti preziosi nella polemica con Davide Serra prendendolo a simbolo della finanziarizzazione dell'economia mondiale. Davide Serra chi? Qualche viaggio all'estero e qualche buon libro a Camusso e a Boschi, (magari assieme, penso al viaggio,) non farebbe male.

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