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FINANZIARIA 29 Ottobre Ott 2014 1745 29 ottobre 2014

Legge Stabilità, le Città metropolitane denunciano: «Servizi impossibili»

I presidenti delle Province: «Tagli insostenibili, il governo corregga la manovra».

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Il premier Matteo Renzi.

Dopo i Comuni anche i presidenti delle Province, riunitisi in assemblea a Roma, hanno lanciato l'allarme sulla sostenibilità dei conti in merito alle misure contenute della legge di Stabilità.
«I sindaci neo eletti presidenti di Provincia e gli amministratori provinciali, analizzata la legge di Stabilità 2015, ritengono che non sia possibile garantire i servizi essenziali ai cittadini in capo alle Province e alle Città metropolitane», hanno denunciato nella nota ufficiale al termine del vertice.
«COI TAGLI IMPOSSIBILE GARANTIRE I SERVIZI». La finanziaria «che impone alle Province e alle città metropolitane un taglio 1 miliardo per il 2015, 2 miliardi per il 2016 e 3 miliardi per il 2017», hanno scritto, fa sì che «non sia possibile garantire i servizi essenziali ai cittadini». In questa condizione, «se il governo non riterrà di rivedere l'attuale impostazione, non possono assumersi alcuna responsabilità per le gravi conseguenze che da questo deriveranno per le comunità amministrate». Servizi che, con la riforma Delrio, restano confermati: dalla gestione e messa in sicurezza delle oltre 5.100 scuole superiori italiane, in cui studiano 2 milioni e 500 mila ragazzi, dei 130 mila chilometri di rete viaria nazionale, di cui 38 mila di strade montane, alla tutela dell'ambiente e agli interventi contro il dissesto idrogeologico. Servizi che nel 2014 hanno avuto un costo di 3 miliardi e 188 milioni. Con i tagli imposti dalla legge di stabilità, nel 2015 le risorse su cui Province e Città metropolitane potranno contare per questi stessi servizi scende a 2 miliardi, per arrivare a 1 miliardo nel 2016 e all'azzeramento totale nel 2017.
CHIESTO UN VERTICE A GOVERNO E CAPIGRUPPO PARLAMENTARI. «Non si tratta di abolire le Province», hanno sottolineato i presidenti di Provincia, «ma di chiudere servizi essenziali, di non potere assicurare il riscaldamento nelle scuole, lo sgombero della neve, la messa in sicurezza delle strade, la tutela del territorio e dell'ambiente». «Serve una presa di responsabilità da parte di tutti, per questo, oltre al confronto aperto con il governo, chiediamo a tutti i capigruppo in parlamento di incontrarci fin dalla prossima settimana per rivedere l'attuale impostazione della manovra».

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