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ATTACCO SUL BLOG 29 Ottobre Ott 2014 1320 29 ottobre 2014

Stato-mafia, Grillo: «Napolitano ammette la colpa col suo silenzio»

Il leader M5s: «Capo di Stato squalificato dinanzi all'opinione pubblica».

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Beppe Grillo e Giorgio Napolitano.

La deposizione di Giorgio Napolitano al quirinale sulla presunta trattativa Stato-mafia non convince per nulla Beppe Grillo, e il leader del M5s torna ad attaccare il capo dello Stato.
«Un presidente della Repubblica che fa distruggere i nastri delle conversazioni con un indagato in un processo di mafia, Nicola Mancino, e poi si rifiuta di rispondere pubblicamente ai giudici non si è mai visto. Cosa teme Napolitano? La sua reazione è già di per sé un'ammissione di colpevolezza», ha scritto Grillo sul suo blog corredando il post con un sondaggio sulle domande dei giudici a Napolitano.
«FORSE RIELETTO PER GARANTIRGLI SICUREZZA». «Forse la sua rielezione è servita proprio a questo, a metterlo in una situazione di massima sicurezza», ha attaccato Grillo. «Lo sapremo in futuro, questo è certo, troppi sono stati coinvolti nella trattativa Stato-mafia perché non venga alla luce la verità. Qualunque essa sia. C'è qualcosa di inquietante nelle ripetute telefonate di Mancino, al di là del contenuto delle stesse. Mancino sapeva di essere intercettato». «Telefonare al Quirinale con l'insistenza con cui lo ha fatto non poteva che inguaiare Napolitano, cosa che poi è puntualmente successa», ha proseguito il leader del M5s, «e quindi ubi maior minor cessat, l'attenzione si è spostata completamente sul presidente della Repubblic invece che sulle eventuali responsabilità di Mancino che, va ricordato, vide poco prima del suo assassinio Paolo Borsellino nel suo ufficio al Viminale (era allora ministro degli Interni) in cui era presente Bruno Contrada, condannato in seguito in via definitiva a 10 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. Borsellino uscì dall'ufficio sconvolto e fumando due sigarette alla volta come testimoniò un suo amico/collaboratore. Mancino in seguito non ricordò neppure di averlo incontrato».
«SONDAGGIO: QUALI SONO STATE LE DOMANDE POSTE?». In coda al suo intervento poi Grillo ha poi lanciato una consultazione tra gli iscritti chiedendo loro di indicare le domande poste a Napolitano nell'udienza del processo.
Si può scegliere tra dieci domande. «Se sulle risposte di Napolitano ai giudici non sussistono dubbi, saranno state del tenore: 'Non c'ero, se c'ero non mi sono accorto di nulla e alla mia età mi appisolo di frequente', sono invece più interessanti le domande che possono avergli posto i giudici».

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