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LAVORO 30 Ottobre Ott 2014 1819 30 ottobre 2014

Fiom, sciopero generale di 8 ore a novembre

Strappo dopo le prove di dialogo. Previste due grandi manifestazioni a Milano e Napoli. Alfano: «Solidarietà a operai e agenti feriti». Camusso: «Giù i manganelli».

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Il segretario della Fiom Maurizio Landini.

Le prove di dialogo da parte del governo non sembrano aver avuto l'effetto sperato: il Comitato centrale della Fiom ha proclamato otto ore di sciopero generale da svolgersi a novembre contro «le misure contenute nel Jobs act» e per rivendicare «scelte diverse di politica economica e industriale».
È stato dato mandato alla segreteria nazionale di articolare lo sciopero in almeno due grandi manifestazioni nazionali da svolgersi indicativamente il 14 novembre a Milano e il 21 novembre a Napoli.
MOBILITAZIONE NELLE FABBRICHE. Dopo «i gravi fatti» degli scontri accaduti il 29 ottobre a Roma durante la manifestazione degli operai di Terni, la Fiom ha deciso lo stop dell’attività e l'inizio di assemblee in tutti i luoghi di lavoro, oltre a iniziative sul territorio. «Rispondiamo con la mobilitazione all’aggressione contro i lavoratori che manifestavano pacificamente», si legge in una nota.
MEDIAZIONE DI ALFANO. A nulla sembrano valsi i tentativi di mediazione del ministro dell’Interno Angelino Alfano il giorno dopo gli scontri. Parlando in Aula, Alfano ha detto di provare «solidarietà per operai e poliziotti feriti» e ha spiegato che «l'idea di manganellare gli operai è lontana anni luce dal governo».
Il ministro ha invitato la politica a «non cavalcare le tensioni» per evitare che una scintilla «inneschi pericolose derive», ma M5s e Sel hanno presentato una mozione di sfiducia nei suoi confronti.
CAMUSSO ATTACCA RENZI. In mattinata il governo ha incontrato a Palazzo Chigi i sindacati. «Non abbiamo chiesto dimissioni di nessuno, ma che venga accertato ciò che è avvenuto perché non si ripeta più», ha detto il leader della Fiom Maurizio Landini.
Il premier Matteo Renzi, presente all’incontro, ha garantito di voler «fare verifiche e prendere atti conseguenti», spiegando che la vertenza Ast va tenuta rigorosamente separata dal confronto politico.
Renzi ha poi invitato tutti ad abbassare i toni. Ma la leader Cgil, Susanna Camusso, ha esortato piuttosto il governo ad «abbassare i manganelli dell’ordine pubblico».

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