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IL CASO 30 Ottobre Ott 2014 1237 30 ottobre 2014

Napoli, revocata la sospensione di De Magistris

Il Tar accoglie il ricorso e invia gli atti alla Consulta. Applausi in Comune.

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Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris.

Luigi De Magistris si riprende il Comune di Napoli. Il Tar, sul ricorso presentato dal sindaco partenopeo colpito da un provvedimento di sospensione ha deciso di inviare gli atti alla Consulta, per non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale di due articoli della legge Severino e ha sospeso l'efficacia del provvedimento fino alla Camera di Consiglio successiva alla decisione della Consulta.
SOSPESO IL PRIMO OTTOBRE. La prima sezione del Tar della Campania, presieduta dal giudice Cesare Mastrocola, era stata sollecitata a esprimersi sul ricorso presentato da De Magistris, contro il provvedimento del prefetto di Napoli che lo scorso primo ottobre lo aveva sospeso dalla carica di sindaco in seguito alla condanna a un anno e 3 mesi riportata in primo grado per abuso d'ufficio. La decisione dei giudici amministrativi è arrivata dopo otto giorni di meditazione: «Posso dire solo», ha commentato Mastrocola, «che abbiamo fatto una fatica enorme, considerata la complessità del quesito».
LE RAGIONI DEL TAR. Il Tar ha ritenuto fondata la tesi secondo la quale la sospensione dello stesso De Magistris dalla carica di sindaco di Napoli sarebbe conseguenza di un'interpretazione retroattiva degli articoli 10 e 11 della legge Severino. In particolare, De Magistris ha evidenziato che al tempo in cui aveva deciso di candidarsi, e fino alla proclamazione a sindaco avvenuta il primo giugno 2011, non figurava tra le cause di incandidabilità e di sospensione aver riportato una condanna per abuso d'ufficio. Infatti, solo con l'entrata in vigore della legge, cioè dal 5 gennaio 2013, è stata introdotta nell'ordinamento come causa ostativa la condanna per abuso d'ufficio.
PER BERLUSCONI STESSA LEGGE, MA ARTICOLI DIFFERENTI. La legge Severino è la stessa scattata per decretare la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, ma diversi sono gli articoli applicati (in quel caso la decadenza fu decisa sulla base degli articoli 1 e 3). Per De Magistris, alla prese con una maggioranza da tempo in grave difficoltà, si tratta di un forte sostegno alla futura attività amministrativa. I tempi per il giudizio della Consulta dovrebbero essere compresi tra sei mesi e un anno: quanto basta per far scattare la prescrizione del reato per il quale è stato condannato in primo grado e consentire al sindaco arancione di arrivare senza patemi alla fine naturale del mandato nel 2016.
APPLAUSI AL COMUNE. Applausi e grida di gioia dall'ufficio di De Magistris, a Palazzo San Giacomo, hanno accolto la decisione del Tar. «Questa è una città che non si piega», sono state le prime parole dell'interessato, «continuerò a fare il sindaco di strada. Meglio stare tra la gente che a palazzo». Critiche sono arrivate invece dal centrodestra. Fabrizio Cicchitto ha detto «siamo alla farsa», mentre secondo Mariastella Gelmini il reintegro ha aperto una falla nell'ordinamento. Sulla stessa linea il commento del governatore campano Stefano Caldoro: «La Severino crea disparità».

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