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INFORMATIVA 30 Ottobre Ott 2014 1544 30 ottobre 2014

Scontri al corteo Ast, Alfano: «Solidarietà a operai e agenti feriti»

Il ministro dell'Interno in Aula: «No a scintille pericolose. Nessuno vuole manganellare i lavoratori».

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Angelino Alfano.

Il caso dell'Ast di Terni, coi violenti scontri tra manifestanti e forze dell'ordine andati in scena il 29 ottobre a Roma, è sbarcato in Senato. Il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha preso la parola per chiarire lo svolgimento dei fatti, esprimendo in primis «personale solidarietà ai lavoratori dell'Ast e della polizia feriti ieri».
«NESSUNA LINEA DI DUREZZA». Alfano ha negato categoricamente che sia stato impartito l'ordine di reprimere severamente le iniziative dei manifestanti. «Dall'insediamento di questo governo si sono svolte 5.934 manifestazioni di rilievo e la stragrande maggioranza ha avuto un corso assolutamente tranquillo. Circa la metà (2.350) hanno avuto alla base problematiche sindacali e occupazionali. Se il governo avesse voluto dare alla polizia linee di estrema durezza sui manifestanti avrebbe avuto migliaia di occasioni per farlo. Non l'ha mai fatto, anzi, l'input dato è l'esatto opposto». E ancora: «È lontana anni luce da noi l'idea di manganellare gli operai, così come penso sia lontana dagli operai la volontà di scaricare tensioni occupazionali sulla polizia».
«CI ATTENDONO SETTIMANE DIFFICILI». «Ci attendono settimane complesse e difficili», ha proseguito il ministro, sottolineando come «siamo di fronte a diverse crisi industriali, a cui il governo sta cercando di far fronte». Il titolare del Viminale ha poi affermato che l'intervento del segretario della Fiom Maurizio Landini «ha contribuito a riportare la calma tra i manifestanti». In ogni caso, «serve un senso di responsabilità di tutti per evitare una scintilla che rischierebbe di innescare pericolose derive».
«TAVOLO PERMANENTE COI SINDACATI». Anche per questo motivo è stata lanciata l'iniziativa di «un tavolo permanente di confronto al Viminale con i sindacati per gestire al meglio le manifestazioni». Nell'incontro al ministero dell'Interno con i segretari di Fiom, Fim e Uilm, ha detto il ministro, «ho proposto che il Viminale possa ospitare dei tavoli di confronto con le organizzazioni dei lavoratori», in modo da «affrontare insieme le modalità di governance delle manifestazioni di ordine pubblico». Dunque nulla a che vedere con i tavoli tecnici sulle specifiche vertenze, che continueranno a tenersi presso i ministeri competenti. L'obiettivo, ha concluso il ministro, è un «rafforzamento ulteriore delle modalità» di gestione della piazza, «che deve funzionare sempre più e sempre meglio con il coordinamento» di tutti i soggetti coinvolti.

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