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FACCIA A FACCIA 30 Ottobre Ott 2014 1037 30 ottobre 2014

Scontri al corteo Ast, confronto tra governo e sindacati

Camusso attacca il governo. «Non creiamo muri, ma soluzioni». Polemica la minoranza del Pd. Alfano in Senato: «Solidarietà ad agenti e operai feriti».

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Matteo Renzi e Maurizio Landini a Palazzo Chigi.

Alta tensione il giorno dopo gli scontri a Roma, con le cariche della polizia contro i lavoratori Ast che stavano manifestando.
Da una parte il governo cerca di buttare acqua sul fuoco convocando gli operai Ast a Palazzo Chigi, dall'altro arriva l'affondo del segretario generale della Cgil Susanna Camusso, che intervenendo a Radio Anch'io su Radio1 ha commentato: «Il presidente del Consiglio dovrebbe provare ad abbassare i manganelli dell'ordine pubblico».
La leader sindacale ha inoltre esortato il Governo a intervenire sulla vertenza parlando direttamente con Berlino. «Il governo», ha tuonato, «invece di fare ping pong tra le parti, dovrebbe sentire direttamente il governo tedesco e muoversi sulla multinazionale».
INCONTRO CON I SINDACATI. Intanto, Renzi e il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, hanno accolto la delegazione dei lavoratori, presente anche il leader della Fiom Maurizio Landini.
Il premier ha commentato: «Sugli scontri di ieri faremo verifiche e poi gli atti saranno conseguenti», ha detto Renzi durante l'incontro, «non vogliamo fare a meno del sindacato nelle trattative. L'imperativo morale è portare a casa la vertenza Ast».
«E va separata dal confronto politico», ha aggiunto il premier, chiedendo «un confronto serio e nel merito. Non consentirò di strumentalizzare Terni».
Una rassicurazione è arrivata da Guidi, che a margine ha dichirato: «Ast si è detta disponibile a rafforzare il piano industriale. Contando le mobilità volontarie, circa 140, restano sul tavolo circa 140-150 esuberi».
IL MISTERO DELLA TELEFONATA. E si infittisce il mistero su una presunta telefonata tra Matteo Renzi e il leader della Fiom Maurizio Landini. Dalla presidenza del Consiglio confermano la chiamata e uno scambio di messaggi tra i due, mentre Landini sostiene di aver parlato con Delrio e non con Renzi, e chiede al premier di chiedere scusa ai lavoratori.
Una telefonata che di sicuro c'è stata è quella tra Renzi e il ministro dell'Interno Angelino Alfano. Renzi ha chiesto di accertare la verità su quanto accaduto alla manifestazione, e per il pomeriggio del 30 ottobre è previsto l'intervento del ministro alle Camere.
DELRIO RISPONDE A CAMUSSO. Dopo il vertice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, ha risposto a Susanna Camusso e ha dichiarato: «Nessuno in questo Governo ha mai detto di alzare i manganelli sui lavoratori. Le dinamiche dell'episodio di ieri saranno chiarite nelle prossime ore».

Critiche al governo anche da destra

Il ministro dell'interno Angelino Alfano.

Le critiche arrivano anche da destra. Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d'Italia ha commentato: «Pieno sostegno ai lavoratori della Ast di Terni per la loro legittima protesta, ma il governo ha dimostrato di essere vigliacco con le forze dell'ordine, a cui va la mia solidarietà.I lavoratori, i cui guai sono iniziati con Prodi, ai tempi dell'Iri», ha spiegato, «hanno ragione a scendere in piazza per difendere i propri diritti, ma era stato autorizzato un presidio statico, e non c'erano state autorizzazioni per cortei. Pertanto, è naturale che venissero fermati. Gli agenti hanno rispettato decisioni prese altrove».
«Le responsabilità di quanto accaduto nel corso della manifestazione», ha concluso, «vanno ricercate nel governo e nell'Autorità di Pubblica sicurezza. Chi è chiamato a garantire la sicurezza e l'ordine pubblico è un lavoratore, esattamente come coloro che protestano, ma il Governo sembra non ricordarlo».
SEL PREPARA LA SFIDUCIA. In Parlamento il gruppo che ha preso la posizione più dura è Sel, che avrebbe iniziato la raccolta di firme per proporre una mozione di sfiducia individuale contro Alfano. Per proporla serve il 10% delle firme dei parlamentari, 63 in totale.
Ma le critiche non mancano anche all'interno del Partito Democratico, con Pier Luigi Bersani che invita la segreteria ad abbassare i toni con i sindacati, e Gianni Cuperlo che ha detto: «Renzi deve rendersi conto che il suo compito fondamentale è quello di unire, di creare le condizioni perché ci sia un grande patto per la crescita. In questo senso dipingere la piazza di sabato come antiquariato non aiuta a trovare una soluzione ai problemi».

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