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CRISI POLITICA 31 Ottobre Ott 2014 1504 31 ottobre 2014

Burkina Faso, il presidente Compaoré lascia il potere

Il capo dello Stato si dimette dopo le contestazioni. Il leader dell'esercito assume il potere.

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Un milione di persone in piazza per opporsi al progetto di riforma costituzionale che consentirebbe a Blaise Compaoré di rimanere al potere per altri 15 anni.

Dopo una giornata di scontri tra manifestanti e polizia, il contestato presidente del Burkina Faso Blaise Compaoré ha annunciato l'intenzione di lasciare il potere. Un intero Paese è sceso in strada per esprimere la sua rabbia contro un progetto di legge che, se approvato, avrebbe per l'ennesima volta aumentato il numero massimo dei mandati presidenziali, consegnando di fatto a Compaoré il potere a vita.
«ELEZIONI IN 90 GIORNI». «Voglio preservare le conquiste democratiche e la pace sociale», recita il comunicato letto da una giornalista alla televisione locale BF1, «e dunque io (Compaoré) dichiaro che il potere è vacante in modo da permettere la realizzazione di una transizione che deve sfociare in elezioni libere e trasparenti nel tempo limite di 90 giorni». il presidente ha abbandonato Ouagadougou, con un folto seguito di dignitari, collaboratori ed amici, diretto alla citta-distretto di Po, nel Sud del Paese.
CAPO DELL'ESERCITO AL POTERE. Poco dopo la rinuncia del presidente, i militari hanno dichiarato di aver preso il controllo del Paese. Il capo di stato maggiore dell'esercito, il generale Honoré Traoré, ha diffuso un comunicato nel quale ha specificato che «assume» la funzione di «capo dello Stato», in «conformità alle disposizioni costituzionali».
«In conformità alle disposizioni costituzionali, constatato il vuoto di potere che si è creato, tenuto conto dell'urgenza di salvaguardare la vita della nazione..., io assumerò da oggi le mie responsabilità di capo dello Stato», ha scritto Traoré, dopo aver detto di aver «preso atto delle dimissioni» di Compaoré.
IN ATTESA DELLA REAZIONE DELLA PIAZZA. Una soluzione che però potrebbe non essere accettata dalla piazza, considerando i molti slogan urlati nella mattina di venerdì 31 ottobre contro Traoré, considerato troppo vicino al presidente che lo aveva nominato. Tant'è che lo Stato maggiore è rimasto per ore assediato dai manifestanti, che hanno ottenuto di parlare con alti ufficiali per avere rassicurazioni sulla loro neutralità. La folla ha comunque invocato il nome di un altro generale, Kwame Loguè, facendo pressione affinché sia lui a prendere la guida della fase di transizione prima delle elezioni.
L'UE: «DECIDA IL POPOLO». Una portavoce del servizio diplomatico dell'Ue ha commentato le rivolte scoppiate contro il regime e l'annuncio da parte dei militari di aver preso il controllo del Paese: «Sia il popolo del Burkina Faso a decidere il proprio futuro». E ancora: «Facciamo appello al senso di responsabilità di tutte le forze politiche, le istituzioni militari e repubblicane e all'insieme del popolo perché costruiscano un nuovo futuro per il Paese, nel rispetto dei principi democratici e della costituzione».
I CANDIDATI: DIABRÉ, KABORÉ, SANKARA. La piazza ha già indicato i suoi leader: Zéphirin Diabré, Roch Marc Kaboré e Bénéwendé Sankara. Potrebbe essere proprio Sankara a giocare al meglio le sue carte: 55 anni, è il presidente dell'Unione per la rinascita, un partito che si richiama al lascito politico di Thomas Sankara, il Che Guevara d'Africa, ancora idolatrato da molti (giovani soprattutto) e il cui omicidio ha continuato a pesare in tutti questi anni sulla gestione di Compaoré. Bénéwendé Sankara, oltre a portare il nome del presidente riformista assassinato, ha anche avuto la benedizione della vedova Mariam, che non ha mai smesso di battersi per avere giustizia sull'uccisione del marito.

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