Scheda Elettorale 141031063005
SOLDI & POLITICA 31 Ottobre Ott 2014 0630 31 ottobre 2014

Partiti, un buco da 80 milioni di euro

Pesa il taglio del finanziamento pubblico. Donazioni del 2 per mille: flop.

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Una scheda elettorale.

È una crisi senza fine quella dei partiti. Non solo di elettori. Ora anche i conti non tornano. E le formazioni politiche si ritrovano in profondo rosso.
A scattare la foto dello stato di salute dei partiti italiani è stato il quotidiano La Repubblica, secondo cui senza i fondi pubblici - con il taglio del finanziamento s'è scesi dai 290 del 2010 ai 40 del 2014 - s'è formato un buco di circa 80 milioni di euro (bilanci 2013), ben 70 in più rispetto a due anni fa.
FLOP DEL 2 PER MILLE. La spending review, quindi, non è bastata ad arginare la crisi. Così come i contributi personali dei parlamentari che sono serviti solo limitare i danni.
Il vero problema, però, sono le donazioni del 2 per mille, mai decollate, così come il tesseramento sempre più in crisi. Uno scenario drammatico per i partiti che dal 2017 si ritroveranno senza più aiuti da parte dello Stato.
PD SOTTO DI 10 MILIONI. Per esempio, il Partito democratico, che ha recentemente imposto il taglio del tetto dei rimborsi spesi per deputati e senatori (da 670 mila a 170 mila che diventeranno presto 80 mila), ha chiuso in rosso di 10,8 milioni di euro. E, anche se in molti hanno provato a tamponare il rosso con le donazioni (5,48 milioni versati nelle casse dei democrat), resta un'impresa far quadrare i conti.
ROSSO A DESTRA. Ma il Pd è in buona compagnia. Perché anche a destra le cose non vanno meglio. Escluso il Nuovo centrodestra che non ha presentato il rendiconto (il partito è nato nel 2013), Forza Italia ha un rosso di 25,5 milioni di euro. Ed è solo grazie al suo leader Silvio Berlusconi, che ha versato 15 milioni, che il partito non si trova in condizioni peggiori.
Ma dando un'occhiata ai bilanci del Popolo della libertà, cui Fi ha condonato un credito di 14 milioni, si scopre che c'era un passivo di 15,5 milioni cui sarà impossibile far fronte.
MALE IDV E LEGA NORD. Crisi anche per l'Italia dei valori, ormai fuori dal parlamento che ha una perdita di 9 milioni di euro. Difficoltà pure per la Lega Nord che ha una voragine nei conti, complice anche le entrate dimezzate del tesseramento, di circa 25 milioni di euro.
Pareggio, invece, per Scelta civica che ha resistito grazie soprattutto alle donazioni personali.
SOLO IL M5S IN ATTIVO. Solo il Movimento 5 stelle può sorridere, nonostante i pentastellati abbiano rinunciato ai 42 milioni di euro di finanziamento pubblico e i parlamentari abbiano versato oltre 7 milioni al Fondo di garanzia per le Pmi prelevandoli dai loro stipendi da onorevoli. Alla fine, la formazione di Beppe Grillo ha chiuso in attivo per 2,7 milioni. Anche se mancano i costi elettorali e delle attività extra parlamentari.

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