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MAMBO 1 Novembre Nov 2014 0910 01 novembre 2014

Caro Renzi, rottamare non significa epurare

Il cambio degli storici dirigenti del Pd è una forma di pulizia tecnica a danno di chi proviene dalla sinistra.

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Roma: Paolo Gentiloni dopo il giuramento da ministro degli Esteri e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (31 ottobre 2014).

Che cosa ci dice la nomina di Paolo Gentiloni agli Esteri?
In primo luogo ci dice che la 'rottamazione' non è un criterio generale ma una forma di pulizia tecnica a danno di chi proviene dalla sinistra.
In secondo luogo che si interrompe la sfilata di girl senza mestiere che Renzi ci ha imposto in questi mesi.
In terzo luogo che per fare il ministro non è necessario essere competente nelle materia di cui ti devi occupare.
Infine che il tira e molla col Quirinale è diventato una caratteristica del nostro sistema politico.
Di tutte queste conseguenze solo alcune sono rilevanti ai fini del dibattito politico generale.
SCARSA QUALITÀ. Non lo è la fine della scelta rosa purchessia. Prima o poi doveva finire questa prevalenza di genere non accompagnata dalla qualità. Non lo è la scelta per gli Esteri di un vecchio uomo politico che si è solo occupato di Comunicazione.
I governi della Repubblica hanno spesso avuto ministri che passavano da un campo a un altro. Ciò che resta e che galvanizza i commentatori è il fatto che Renzi sta diventando il maggior epuratore della sinistra. Chi legge queste note sa come polemizzo con gli oppositori di sinistra di Renzi. E come consideri pregiudiziale e ideologica la loro battaglia contro il premier.
BUONI PROPOSITTI DAL PREMIER. Personalmente tifo perché Renzi abbia successo non perché sia l'ultima carta, grazie a Dio se Renzi non ce la fa ne verrà un altro, ma perché ci sono buoni propositi che è bene che vengano realizzati, compreso il fatto che il sindacato si spogli del ruolo politico.
Tuttavia sono indigeribili due cose: l'introduzione di una discriminazione di età e l'epurazione della sinistra. L'epurazione in nome dell'età taglia fuori competenze. È positiva la battaglia per il ricambio generazionale anche molto spinto. Non è positivo il messaggio lanciato a un Paese, anagraficamente di vecchi, secondo cui da una certa data in poi si è buoni solo per aspettare la morte.
Solo Renzi e i suoi boy-scout e girls pensano a questa sciocchezza dimenticando che fra un paio di decenni, passano in fretta, credetemi, saranno nelle stesse condizioni degli epurati di oggi.
IL RISCHIO DELLA FINE DEL PD. È inaccettabile, infine, che torni nell'Italia del 2014 il fattore K. Non ci sono parole per criticare questa epurazione. È un errore prima di essere una cosa antistorica e ingiusta. Personalmente penso che da qui, piuttosto che dal nervosismo di Fassina, Camusso e Cuperlo, possa iniziare la fine del Pd. Un socio si è rubato tutto il capitale, è questo che sta accadendo.
Anni fa quelli della Margherita temevano l'egemonia degli ex comunisti che avevano candidato Prodi, Rutelli ecc. Ora invece sono loro che scelgono solo uomini e donne che hanno militato in campi diversi , spesso ostili alla sinistra di tradizione.
LA SOFFERENZA PER QUELLI DI SINISTRA. È un fatto, che va messo lì perché serva a valutare, fra poco tempo, l'insieme dell'opera di Renzi. A quelli che vengono dalla sinistra si chiede solo l'abiura e la cenere sul capo, come se si fosse tutti Orfini. Brutta storia, credetemi.
E per ora taccio su quell'altra brutta storia chiamata Unità, mai testata gloriosa è stata trattata con tanta superficialità e disprezzo. Non mi piacciono quelli che chiamano in ballo per ogni cosa riguardi quel giornale Antonio Gramsci, ma mi sembra che in queste ore si stia passando il segno.

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