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INTERVENTO 2 Novembre Nov 2014 0825 02 novembre 2014

Giovanni Toti: «Il governo cancelli la legge Severino»

Il consigliere politico di Forza Italia: «La riforma della giustizia ha un'impronta ipergiustizialista».

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Giovanni Toti.

Giovanni Toti, consigliere politico di Silvio Berlusconi, in un'intervista pubblicata dal quotidiano la Repubblica ha definito «di impronta ipergiustizialista» la riforma della giustizia approntata dal governo Renzi, invitando l'esecutivo a concentrarsi piuttosto sulla cancellazione della legge Severino. Dopo la decisione del Tar della Campania, che ha sospeso gli effetti della legge nei confronti del sindaco di Napoli Luigi De Magistris e sollevato una questione di legittimità costituzionale davanti alla Consulta, Toti ha detto che «visti i guai che ha prodotto, la Severino andrebbe cancellata rapidamente o modificata sostanzialmente. Di questo forse sarebbe opportuno si occupasse il governo».
«L'ODIO POLITICO HA PREVALSO SUL DIRITTO». Secondo Toti, «il caso De Magistris e il caso Berlusconi si riferiscono alla stessa fattispecie. Tanto che già allora molti insigni giuristi avevano sostenuto che sarebbe stato opportuno un vaglio di costituzionalità. Ma l'odio politico ha prevalso sul diritto e sul voto dei cittadini».
RIFORMA ELETTORALE «INDISPENSABILE». Sulla possibilità di un nuovo incontro nella giornata di mercoledì 5 novembre tra Berlusconi e il premier Matteo Renzi, il consigliere politico di Forza Italia ha sottolineato come «la riforma elettorale sia indispensabile: abbiamo condiviso con Renzi il metodo del dialogo e continueremo a sostenerlo lealmente. Quando occorrerà definire le modifiche richieste dal Pd, nulla osterà a un nuovo incontro tra i due leader. Ora basta chiacchiere: Forza Italia sosterrà le riforme, ma nessuno faccia il furbetto del quartierino».
IL GOVERNO: CAMBIAMENTI SOLO IN PRIMO GRADO. Secondo il quotidiano diretto da Ezio Mauro, il governo sta per presentare modifiche al testo della legge Severino, per evitare il giudizio della Consulta sul caso de Magistris. Ma nulla dovrebbe cambiare per i condannati in via definitiva come Berlusconi: a essere riscritta dovrebbe essere solo la regola per gli amministratori locali, per i quali basta una condanna in primo grado per incappare nella sospensione da parte del prefetto, come accaduto per il sindaco di Napoli.

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