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NEMICI AMICI 2 Novembre Nov 2014 0550 02 novembre 2014

Sarkozy come Berlusconi: contro i pm per rilanciarsi

Attacchi alle toghe. Battute sui comunisti. L'ex presidente francese imita il Cav. Per riconquistare i voti della destra. E i sondaggi, per ora, gli danno ragione.

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da Parigi

L'ex presidente della Francia, Nicolas Sarkozy.

Frederic Bonnaud, conduttore radiofonico e direttore di Inrocks, ha detto in maniera un po' più cruda quello che a Parigi pensa la maggior parte dei commentatori.
«Che pena deve essere per Carla Bruni, che non ha mai potuto sopportare il Cavaliere: Nicolas Sarkozy, invecchiando, assomiglia sempre di più a Silvio Berlusconi».
L'ex inquilino dell'Eliseo si è riaffacciato sulla scena francese, si è candidato alla guida del suo partito, l'Ump, e approfittando del calo del suo successore François Hollande vola nei sondaggi.
FRESSOZ: «SARKOZY SI È BERLUSCONIZZATO». Potrebbe tornare a correre da presidente nonostante le inchieste giudiziarie, almeno sei, che vanno dalla corruzione al 'traffico di influenze', dai soldi arrivati dalla Libia di Muammar Gheddafi a quelli che sarebbero stati versati a un giudice. Come ci è riuscito, qual è la sua ricetta? Semplice, si è «berlusconizzato».
La prima a parlare di «berlusconizzazione» relativamente a Sarkò è stata Françoise Fressoz, editorialista di Le Monde. «Nicolas non ha mai stimato Silvio Berlusconi, ma ha capito che la sua strategia di vittimizzazione delle inchieste giudiziarie può arrivare al cuore dei militanti dell'Ump e della destra, quindi sta facendo allo stesso modo».
ATTACCHI RIPETUTI AI MAGISTRATI. La mutazione dell'ex presidente francese non è passata inosservata. A ogni uscita l'ex stella nascente della destra europea attacca la magistratura, che lo ha messo sotto inchiesta e tratto, il primo luglio scorso, in arresto: «Sono stato sottoposto a un trattamento paragonabile a quello della Stasi, è giustizia politica», ha detto a L'Express. E giù battute sui comunisti e la magistratura che tira la volata ai socialisti.
Ci scherza su, esattamente come il nemico-amico italiano. Tutti i comizi più recenti si sono conclusi con la stessa battuta: «Se domani, e spero di no, ci dovesse essere un'aggressione in strada, dite che io ero qui... Non sono stato io».

L'ex consigliere: «I guai giudiziari lo hanno rinforzato»

Silvio Berlusconi.

L'ex presidente, che si era costruito il mito dell'uomo d'acciaio, ora si ferma a fare foto con sostenitori e fan, parla della moglie e della figlia, tutte cose che odiava fare prima. «Sarkozy è cambiato; era meglio prima», sorridono ogni sera i pupazzi di Les Guignols su Canal plus.
Che non si tratti di casualità, ma di una strategia ben definita lo dimostrano le parole di Patrick Buisson, ascoltato consigliere negli anni dell'Eliseo, così vicino all'ex presidente da essere finito pure lui sotto inchiesta. «I suoi guai giudiziari lo hanno rinforzato sul piano elettorale, ha già guadagnato sette punti. È l'effetto Berlusconi», ha spiegato a Laureline Dupont, giornalista di Le Point, autrice del libro C'etait pas le plan, Non erano i piani, sottotitolato «Il vero scenario del ritorno di Sarkozy». «Potrà tornare sulla scena come ha fatto il Cavaliere», prevede l'ex consigliere.
BUISSON: «DEL CAV PIACE LA CAPACITÀ DI RESISTERE». Silvio, in effetti, viene considerato una specie di modello e sicuramente è stato oggetto di studio dalle parti dell'Ump: «Per 20 anni la maggior parte della gente l'ha ammirato per la sua capacità di resistere (alle inchieste della magistratura, ndr). E quando noi lo giudichiamo ed è criticato all'estero, la gente italiana è ancora più invogliata a votarlo», ha aggiunto Buisson.
E allora, via alla «berlusconizzazione». In fondo, al contrario di quanto si pensi, l'ex presidente francese e quello italiano hanno avuto molte cose in comune. «È la crisi del 2008 che ha cambiato il loro rapporto», spiega a Lettera43.it Marc Lazar, politologo francese e docente di Storia italiana. «Ma non è vero che i due si odiavano, anzi, in un primo tempo erano abbastanza vicini e hanno molti tratti in comune».
SAPIN: «SARKÒ USA LA POLITICA PER SCAPPARE DALLA GIUSTIZIA». Nel Partito socialista francese sembrano essersi convinti che le cose stanno proprio così. «Utilizza la strategia del vittimismo di Berlusconi», ha accusato il ministro delle Finanze, Michel Sapin. «Usa la politica come Berlusconi per scappare dalla giustizia», dice ancora più allusivamente Edwy Palenel, direttore di Mediapart, intervistato da Lci. Fatto sta che i sondaggi lo vedono in crescita e il 29 novembre, al congresso del partito, i delegati dell'Ump sono chiamati a scegliere tra lui e Alain Juppé, che sembra ogni giorno più sfavorito. Di certo per la rimonta c'è tempo. Perché in Francia, come in Italia, non si voterà prima del 2017.

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