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RISULTATO 2 Novembre Nov 2014 2035 02 novembre 2014

Ucraina, trionfa il capo dei separatisti a Donetsk

Zakharcenko presidente. Poroshenko: «Una farsa». Mogherini: «Voto illegale».

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Abitanti di Donetsk al voto.

Il premier dell'autoproclamata repubblica popolare di Donetsk, Alexandr Zakharcenko, è stato eletto presidente con l'81,37% dei voti secondo un exit poll i cui risultati sono stati resi noti dal presidente della commissione elettorale, Roman Liaghin, citato dalla tivù filo-Cremlino Russia Today.
Zakharcenko - come previsto - ha trionfato anche alle legislative, con il suo partito 'Repubblica di Donetsk' che, secondo la stessa fonte, ha ricevuto il 65,11% delle preferenze.
Anche nell'altra repubblica separatista, quella di Lugansk, è scontata la vittoria del leader locale dei ribelli: Igor Plotnitski, un ex militare nostalgico dell'epoca sovietica.
SFIDA AL GOVERNO DI KIEV. Il voto è stato una chiara sfida al governo di Kiev che rischia di minare pericolosamente il già difficile processo di pace lanciato a settembre.
Il governo ucraino - che il 2 novembre ha denunciato l'arrivo di nuove colonne militari dalla Russia - non ha alcuna intenzione di perdere un'altra fetta di territorio dopo l'annessione della Crimea da parte di Mosca a marzo, e il presidente Petro Poroshenko ha promesso una risposta «adeguata» a queste elezioni che - ha tuonato - non sono che «una farsa sotto la minaccia dei carri armati», mentre Mosca ha riconosciuto la validità di elezioni che si sono svolte «in modo organizzato e con un'alta affluenza», ha fatto sapere il ministero degli Esteri russo, come riportato dall'Itar-Tass.
L'Unione europea, tramite le parole del nuovo responsabile della diplomazia Federica Mogherini, ha parlato di «elezioni illegali» che sono «un ostacolo alla pace».
LEGITTIMAZIONE DEL POTERE. A una settimana dalle legislative che hanno visto trionfare in Ucraina i partiti filo-occidentali, i filorussi del Sud-Est sono andati alle urne con l'obiettivo dichiarato di legittimare il loro potere sui territori che occupano militarmente nelle regioni di Donetsk e Lugansk.
E in questo senso hanno già trovato il pieno appoggio del Cremlino, che ha annunciato che intende riconoscere i risultati del voto, ignorando i duri moniti giunti da Kiev e dai suoi alleati occidentali.
Le elezioni nelle repubbliche separatiste hanno insomma dato vita a un nuovo aspro braccio di ferro tra Mosca e l'Occidente, proprio mentre la tensione tra Ucraina e Russia torna alle stelle e si intensificano i combattimenti nel Sud-Est in cui, secondo l'Onu, in sei mesi sono morte più di 4 mila persone, tra cui molti civili.

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