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POLITICA & MEDIA 3 Novembre Nov 2014 1250 03 novembre 2014

Berlusconi nel libro di Vespa: «Retroattività della Severino è sacrilegio»

Patto del Nazareno. Decadenza da senatore. E Renzi. L'ex premier si è confessato nell'opera del giornalista.

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Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

Non ci sono solo le confessioni del presidente del Consiglio Matteo Renzi nel nuovo libro di Bruno Vespa. In Italiani voltagabbana, in uscita l6 novembre da Mondadori-Rai Eri, sono svelati anche i retroscena che vedono protagonista l'ex premier Silvio Berlusconi.
PATTO SENZA SCRITTI. Per esempio, sul Patto del Nazareno, il leader di Forza Italia ha spiegato che «non esiste alcun documento scritto». E al giornalista che gli ha ricordato che Giovanni Toti sostiene di averlo visto, l'ex Cavaliere ha replicato che il consigliere politico di Fi ha visto un appunto redatto da Verdini come suo promemoria.
Inoltre in merito all'ipotesi che il Patto firmato con il capo del governo implichi la partecipazione di Fi all'elezione del prossimo presidente della Repubblica, Berlusconi ha precisato che «sarebbe un accordo superfluo», perché i voti del suo partito «saranno comunque necessari per eleggere il prossimo presidente».
NEL 2011 COLPO DI STATO. Nel libro, il Cav è poi tornato sulla serie di episodi che hanno portato nel novembre 2011 alle sue dimissioni da Palazzo Chigi che l'ex premier ha definito «un tranquillo colpo di Stato»: «È vero che non si sono visti né carri armati, né cortei di gente in rivolta», ha argomentato l'ex Cavaliere, «ma come chiamare il capovolgimento della volontà espressa dai cittadini senza passare di nuovo per le elezioni?».
SEVERINO? «SACRILEGIO». Quindi, come già fatto nella mattinata di lunedì 3 novembre nel corso di un intervento al Tg5, Berlusconi è tornato a definire la legge Severino che procurò la sua decadenza da senatore «un sacrilegio».
Il leader di Fi, dicendosi convinto che la Corte europea dei diritti dell'uomo gli renderà giustizia, ha poi svelato che quando sarà finito il periodo di assegnazione ai servizi sociali, pensa di continuare le visite alla Sacra Famiglia di Cesano Boscone: «D'altra parte», ha affermato Berlusconi nel libro, «sono stato sempre vicino al mondo dell'assistenza».
ELOGI PER RENZI. Renzi, invece, è stato definito dall'ex premier, «un eccezionale comunicatore e un grande lavoratore»: «È molto coraggioso», ha detto il leader di Fi sul premier nel libro di Vespa, «e ha altre due doti che io non ho mai avuto: la fortuna e la temerarietà che in politica sono molto importanti».
Quindi per chiarire come mai in poche settimane migliorò radicalmente il rapporto con Renzi, che era stato tra i più decisi a chiedere la sua decadenza dalla carica di senatore, Berlusconi ha precisato come nella vita abbia «imparato a comprendere e a perdonare l'impulsività dei giovani».

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