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AFFONDO 3 Novembre Nov 2014 1721 03 novembre 2014

Cgil: «La strada intrapresa da Renzi divide il Paese»

Il sindacato: «Premier nervoso, evoca complotti, ma evita di dire come si crea lavoro».

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Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

Prosegue senza sosta il battibecco a distanza tra Matteo Renzi e la Cgil. L'ultima puntata è andata in scena il 3 novembre, con un nuovo affondo del sindacato all'indirizzo del premier, rimasto vittima di una dura contestazione a Brescia.
«C'è molto nervosismo nelle parole del presidente del Consiglio che ancora una volta evoca fantasmi e complotti, lancia invettive e ammonimenti, ma evita accuratamente di dire come si crea lavoro e come si rilancia il Paese».
Secondo la Cgil, «quella imboccata non è la strada giusta. Al contrario, è proprio quella che divide il Paese».
«CIG E DISOCCUPAZIONE AUMENTANO». Il principale sindacato italiano fa notare come nel frattempo «la disoccupazione e la cassa integrazione continuano ad aumentare e i debolissimi segnali di ripresa del mercato del lavoro rischiano di rivelarsi effimeri. Il precariato aumenta, grazie anche alle politiche contraddittorie sul mercato del lavoro, mentre il governo continua a non avere né una politica per l'occupazione né una politica industriale».
Dal governo, prosegue il sindacato guidato da Susanna Camusso, «ci aspetteremmo indicazioni chiare sui settori strategici che si vogliono incentivare, sugli investimenti da adottare, sulle politiche attive per il lavoro, su quelle fiscali a favore dei più deboli, su come ridurre le diseguaglianze».
CGIL: «PRESENTATO PIANO PER IL LAVORO». La Cgil ha ricordato, inoltre, di aver «avanzato una proposta seria per creare lavoro e per dire basta al precariato. Ha presentato: un 'Piano per il lavoro', un piano straordinario per l'occupazione; una riforma per creare ammortizzatori sociali universali; una riforma dello Statuto dei lavoratori, per estendere a tutti diritti e tutele universali».

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