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FACCIAMOCI SENTIRE 3 Novembre Nov 2014 0910 03 novembre 2014

Povera Italia, condannata all'irresponsabilità

Siamo assuaefatti all'impunità. Assediati da guai di cui nessuno si assume le colpe.

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Nicola Abbagnano nel suo Dizionario di filosofia, (Utet, Torino, 1971) definisce la responsabilità come la «possibilità di prevedere le conseguenze del proprio comportamento e correggere lo stesso sulla base di tale previsione».
Si tratta di un concetto centrale nella filosofia morale, nel diritto, nelle scienze sociali in genere e perfino nel linguaggio aziendale corrente, campi nei quali il termine assume significati specifici.
Una persona si può dire responsabile di uno stato di cose se sussistono congiuntamente le seguenti condizioni:

1- lo stato di cose è una conseguenza del suo comportamento;
2- la persona avrebbe potuto prevedere questa conseguenza certa o anche solo probabile del suo comportamento;
3- la persona, volendo, avrebbe potuto comportarsi diversamente, evitando così tale conseguenza.

Da un punto di vista meno filosofico si potrebbero poi distinguere le responsabilità collettive da quelle individuali.
Esempio: una squadra va in campo e perde (responsabilità collettiva) nella stessa partita però uno o più giocatori fanno per intero il loro dovere (responsabilità individuale).
Nel nostro Paese (non mi riferisco ovviamente a fatti penali che riguardino offesa alla persona) stiamo perdendo il significato di responsabilità (sia filosofica che individuale e/o collettiva). Nessuno si sente responsabile di niente se non di far girare il proprio tornaconto personale a spese della collettività.
Quand’è l’ultima volta che avete sentito qualcuno dire: sì, ho/abbiamo sbagliato? È mia/nostra responsabilità?
TANTI PROBLEMI, MAI NESSUN COLPEVOLE. Vediamo quotidianamente politici che sono al loro posto da decenni e che sono ancora qui a dirci come vorrebbero organizzare la nostra vita in futuro. Non sentono nessuna responsabilità per aver contribuito a portare il Paese nella condizione attuale?
Ovviamente questo è vero anche per sindacalisti, imprenditori, magistrati, media ecc.
Certo, sto generalizzando ma in Italia non si riesce mai a trovare un solo responsabile dei macro fenomeni che riguardano la situazione attuale del Paese. Nelle banche, in Alitalia, nel livello del nostro sistema scolastico, nell’attuale sistema infrastrutturale.
Un esempio concreto? L’autostrada Milano-Torino doveva essere pronta per le olimpiadi invernali del 2006. Siamo alla fine del 2014 (quindi 8 anni dopo) e ci sono ancora chilometri di cantieri.
Sto parlando dell’area più sviluppata del Paese e della sua spina dorsale da un punto di vista industriale. Adesso però provate a trovare un responsabile di tale situazione se ne siete capaci.
Mission impossibile: alcuni daranno la colpa all’euro, altri alla Germania o direttamente alla Merkel. Altri se la caveranno dicendo: ma cosa vuoi pretendere, l’Italia ha sempre funzionato così!
UN PAESE DALL'ELEVATO SENSO DI IMPUNITÀ. Un’altra caratteristica che ci contraddistingue è che, nel cercare di trovare delle soluzioni ai problemi del nostro Paese, facciamo spesso riferimento a modelli esteri.
Se è già inutile immaginare un mosaico che non avrebbe nessun equilibrio da un punto di vista sistemico (noi vorremmo mettere insieme la flexicurity danese con il modello economico Usa, con la burocrazia francese, con il welfare scandinavo e così via) è ancora più inutile cercare di modificare il contesto attuale se non riusciamo a sviluppare il senso di quello che gli anglosassoni chiamano accountability.
Noi conviviamo con uno sviluppato senso di impunità partendo dal presupposto che nel passato il nostro sistema sociale ha già accettato fatti gravissimi - e senza neanche un minimo di indignazione morale - per cui troveremo certamente il modo di giustificare la nuova “mancanza”, dicendo che è comunque più piccola di quella non punita in precedenza.
Naturalmente (e drammaticamente) le nuove generazioni stanno crescendo con questo modello di riferimento per cui non si può essere ottimisti per un miglioramento della situazione a breve.
Ma se il nostro Paese ha una sola possibilità di ripartire questa passa attraverso una riscoperta del senso di responsabilità (sia individuale che collettiva) da parte di tutti ed in particolare da parte di tutta la classe dirigente (quindi non solo dei politici).

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