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SFIDA 4 Novembre Nov 2014 2235 04 novembre 2014

Jobs Act, Renzi: «Mai una riforma così di sinistra»

All'assemblea Pd: «In vigore da gennaio». E dice: «Romperemo stallo su Consulta».

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Il premier Matteo Renzi.

Una «riforma di sinistra come non ho mai visto», che, fatto salvo l'articolo 18, «ha ottenuto un consenso generale su tutto». Così Matteo Renzi ha descritto il 'suo' Jobs Act di fronte all'assemble del Partito democratico riunita nella serata del 4 novembre. «Dall'1 gennaio la riforma deve entrare in vigore», ha poi sottolineato il premier, «l'1 gennaio è la deadline». Interrogato sulla legge di Stabilità, ha spiegato: «La discussione è aperta, qualcosa va bene altro no, ma per come la vedo io è rivoluzionario che si vada a ridurre la pressione fiscale e la cosa più attesa da anni è la riduzione delle tasse sul lavoro».
«OTTIMISTA SULL'AST». Sull'Ast di Terni, invece, «credo e penso che si possa trovare un accordo, Terni senza acciaio è una città fantasma». Renzi ha auspicato che «non si usino le vertenze aperte per polemiche politiche», pur considerando «sacrosanto» il diritto di scendere in piazza per difendere il proprio posto di lavoro. Il premier non ha nascosto le ombre della disoccupazione, ma si è detto ottimista: «Sono stati recuperati 156 mila posti di lavoro su quasi 1 milione persi, è poco certo ma è il segno di un'inversione di tendenza che stiamo registrando».
«ACCELERARE SU LEGGE ELETTORALE». Economia e lavoro, in ogni caso, sono i dossier a cui più tiene il premier, che non ha perso l'occasione per lanciare una chiamata all'unità interna. «Non su tutto la pensiamo allo stesso modo, ma ci attende una sfida immane per cambiare l'Italia», è stata la mano tesa dal segretario dem. Anche perché, oltre alle emergenze economiche, Renzi ha rilanciato sulla legge elettorale: «Va fatta al più presto anche se voteremo nel 2018». Resta scoperto il nervo dell'elezione della Consulta, ma il premier si è mostrato fiducioso. «Giovedì (6 novembre, ndr) proviamo a chiudere lo stallo: due donne alla Consulta, la nostra è Sciarra, e un designato del Movimento 5 stelle al Consiglio superiore della magistratura. È positivo che il M5s stia dentro la dinamica e spero che in queste ore decida anche Forza Italia».

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